E’ stato un avvio dell’anno scolastico 2026/2027 in Basilicata all’insegna dell’integrazione e della scuola aperta a tutti: è quanto emerso dalle parole del Dirigente regionale dell’Ufficio scolastico di Basilicata, Anna Dell’Aquila, che ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione che si è tenuta, stamani a Potenza, presso l’Istituto Comprensivo “Torraca – L.
La Vista”.
“Inclusione e integrazione – ha detto – sono al primo posto per rendere una scuola sempre più aperta, mettendo al centro dell’attività didattica e della strategia educativa la persona, l’alunno che deve essere preso in considerazione sia per i suoi talenti che per le sue fragilità.
Vogliamo che gli adulti non siano lì a giudicare, ma ad accogliere, a collaborare nella fase della crescita in massima serenità. Costruiremo cittadini capaci di progettare un mondo più attento al bene comune”.
In un messaggio, il governatore della Basilicata, Vito Bardi, ha sottolineato come la scuola rappresenti per i giovani “un’opportunità straordinaria, essendo il luogo in cui la realtà entra ogni giorno attraverso le loro vite, le loro relazioni, lo studio, gli errori che diventano occasioni di crescita”. “La scuola – ha continuato – è aperta a tutti, come ricorda la Costituzione, ed è il presidio dell’inclusione, della crescita dei talenti, della formazione dei cittadini di domani. Il mio pensiero va agli insegnanti, che svolgono un ruolo decisivo: risvegliare nei giovani la curiosità, la conoscenza, la consapevolezza di sé”.
Tra gli interventi anche quello della Consulta Studentesca della Provincia, rappresentata dal presidente Italo Marsico che ha incentrato il suo intervento sull’importanza del ‘Patto educativo’ “troppo spesso disatteso”. “All’interno della scuola – ha aggiunto – si parla troppo spesso dell’educazione e dei bisogni degli studenti, ma senza farlo con gli studenti. Lo studente viene considerato, giustamente, come il destinatario delle scelte della scuola, della famiglia e delle istituzioni.
Viene accompagnato, tutelato ed educato, e tutto questo è assolutamente necessario, ma insufficiente. Poiché il problema sta nel fatto che il Patto Educativo viene costruito attorno allo studente, ma non ancora compiutamente con lo studente”.
