Il consigliere regionale di opposizione (Gruppo Misto), Roberto Cifarelli ha presentato una interrogazione sulla delibera di giunta che prevede una quota fissa di 2,50 euro sulle ricette della farmaceutica convenzionata, prevedendo una serie articolata di esenzioni per le fasce più fragili.
“Quante saranno le ricette sulle quali i cittadini pagheranno 2,50 euro? Quanto incasserà la Regione nei quattro mesi del 2026? Quanto incasserà in un anno? E soprattutto: attraverso quale calcolo si è arrivati proprio a 2,50 euro?”, scrive Cifarelli che aggiunge: “Non contesto che la Regione debba intervenire sullo sforamento.
Chiedo che si dimostri che la misura scelta sia proporzionata al problema che si vuole affrontare”.
Il presidente di Basilicata Casa Comune e Vice Presidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, e il capogruppo di BCC in Consiglio regionale, Gianni Vizziello, hanno commentato: “Mettere le mani nelle tasche dei lucani per far quadrare i conti della spesa farmaceutica.
Una scelta ancora più incomprensibile perché il problema principale è rappresentato dalla spesa per la farmaceutica ospedaliera sostenuta dalle aziende sanitarie e ospedaliere e, in misura decisamente minore, dalla farmaceutica convenzionata. Nel 2025 parliamo di uno sforamento di circa 7 milioni di euro per la convenzionata, a fronte di circa 45 milioni per quella ospedaliera. Eppure, per intervenire sul problema più grande, si sceglie di far pagare i cittadini sulla componente più piccola. Bardi e Latronico – hanno concluso – ritirino immediatamente questa misura per non umiliare ulteriormente malati cronici, pensionati e persone in difficoltà economiche ed intervengano sulle vere cause della spesa. I lucani non possono pagare il prezzo della loro incapacità di governo”.
