Non verseranno alcuna quota i pazienti affetti da malattie croniche, invalidanti o rare per i farmaci correlati alla propria patologia, con una tutela assoluta garantita ai pazienti oncologici, così come ai soggetti in terapia del dolore cronico e agli infortunati sul lavoro.
La gratuità totale viene assicurata anche a tutti gli invalidi civili, di guerra, del lavoro e per servizio, ai ciechi, ai sordomuti, alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie o trasfusioni.
Infine, l’esenzione totale salvaguarda pienamente le fasce sociali ed economiche più esposte come: i minori di sei anni e gli over 65 appartenenti al codice E01, i disoccupati, i titolari di assegno sociale o di pensione al minimo e tutti i cittadini con un reddito inferiore alla soglia prevista dalla fascia E05, oltre a stranieri già esenti, detenuti, internati e tutte le categorie di esenzione previste dal Sistema Tessera Sanitaria.
Sono i chiarimenti resi noti dall’ufficio stampa della giunta regionale, dopo la delibera con la quale la Regione Basilicata ha fissato il prezzo di 2,50 euro per ogni ricetta per la sola spesa farmaceutica convenzionata. Nessun costo aggiuntivo è previsto per i farmaci erogati direttamente dalle strutture ospedaliere e dalle farmacie delle Aziende Sanitarie.
“La quota minima di compartecipazione – ha spiegato l’assessore alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico – è concepita come misura di contenimento e razionalizzazione per contrastare gli sprechi e indirizzare la spesa verso comportamenti più appropriati e sostenibili.
Lavoriamo per consolidare il principio dell’appropriatezza prescrittiva, un obiettivo prioritario per offrire ai cittadini un servizio sanitario sempre migliore. Si tratta di uno sforzo necessario, richiesto dal ministero della Salute e previsto dalle normative nazionali per le Regioni che superano i tetti di spesa. La Basilicata è tra le ultime Regioni italiane ad applicare la quota di compartecipazione che è già realtà nella maggior parte del territorio nazionale. Era nostro preciso dovere intervenire per garantire l’equilibrio finanziario e difendere l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza”.
