Filcom Confasl Basilicata, entro settembre un tavolo regionale permanente sull’energia

Convocare entro settembre un tavolo regionale permanente sull’energia, coinvolgendo istituzioni, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, aziende energetiche, Arera e Anci Basilicata: è la richiesta che la Filcom Confasl fa alla Presidenza della Regione.
    Nel comunicato, in particolare, il segretario generale, Donato Rosa, mette in evidenza che “l’autunno si avvicina e con esso il rischio di nuovi rincari dell’energia che potrebbero pesare fortemente su famiglie e piccole imprese.

Le stime citate nel documento indicano aumenti significativi della spesa energetica, con conseguenze particolarmente pesanti per commercio, artigianato, ristorazione e turismo.

Non siamo di fronte a un problema astratto – continua Rosa -. Il caro energia rischia di colpire il reddito delle famiglie e la tenuta delle piccole attività. La Basilicata, però, ha una condizione particolare: è una regione produttrice di energia e deve poter trasformare questa ricchezza in un beneficio concreto per i cittadini”.
    Per il rappresentante sindacale, “non possiamo aspettare che i rincari arrivino nelle bollette per poi intervenire con misure tampone. Filcom Confasl propone di mettere in sicurezza il bonus gas, estendere le compensazioni anche alla componente elettrica, valutare l’allargamento regionale dei contributi diretti già sperimentati in Val d’Agri e ampliare la proposta di Zona franca energetica anche alle utenze domestiche e alle microimprese. Per le attività più esposte vengono inoltre chiesti strumenti di rateizzazione delle bollette e crediti d’imposta regionali, insieme a maggiori incentivi per efficientamento energetico, fotovoltaico e comunità energetiche. La Basilicata ha già dimostrato di poter trasformare la propria condizione di territorio estrattivo in un vantaggio per i cittadini. Ora bisogna correggere le criticità e costruire una misura stabile, più ampia e più equa. Chi vive accanto ai pozzi non può pagare l’energia come se i pozzi non esistessero”, conclude Rosa.

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