Un incidente sul lavoro è avvenuto questa mattina in un’azienda della zona industriale del capoluogo lucano che produce materiale plastico, la Lucania Resine. Un 50enne, Antonello Rocco De Carlo, è morto dopo essere rimasto schiacciato da un macchinario. Trasportato in codice rosso all’ospedale “San Carlo” dal 118 Basilicata, l’operaio è deceduto in Pronto soccorso. È la sesta vittima sul lavoro in Basilicata da inizio 2026.
Il Cordoglio di Bardi: “Serve un’azione corale di tutte le istituzioni e del sistema produttivo. La Regione farà la sua parte ma le aziende garantiscano tutela e controlli”
“Esprimo a nome mio personale e dell’intera comunità lucana il cordoglio alla famiglia dell’operaio della Lucania Resine tragicamente scomparso oggi a Potenza. Non ci sono parole adeguate per colmare un dolore così grande e ingiusto”. E’ quanto sottolinea il Presidente della Regione, Vito Bardi, appresa la notizia del grave incidente verificatosi all’interno dello stabilimento industriale e del successivo decesso del lavoratore nonostante i tempestivi soccorsi del 118 e i disperati tentativi dei sanitari di salvargli la vita. “Ci stringiamo attorno ai suoi cari e ai suoi colleghi di lavoro in questo momento di sofferenza. In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sulla dinamica dell’incidente, la tragedia di oggi ci impone, ancora una volta, di non abbassare mai la guardia sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Garantire l’incolumità di chi lavora deve essere una priorità assoluta e un impegno corale di tutte le istituzioni e del sistema produttivo. La Regione Basilicata – conclude Bardi – è impegnata a fare fino in fondo la propria parte, ma è indispensabile che anche le aziende facciano la loro, garantendo standard di tutela e controlli rigorosi”.
La reazione dei sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil«Le segreterie regionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil esprimono il più profondo e sentito cordoglio e totale vicinanza alla famiglia di Rocco De Carlo, l’operaio cinquantenne della Lucania Resine tragicamente scomparso nella giornata di oggi a causa di un drammatico incidente sul lavoro». Lo dichiarano i segretari delle tre federazioni Laura Genovese (Filctem), Massimiliano Mincuzzi (Femca) e Andrea Fiordelmondo (Uiltec). «Rimanere schiacciati da un macchinario all’interno del proprio luogo di lavoro è un fatto inaccettabile e inconcepibile per una società civile. Quella odierna rappresenta la sesta vittima sul lavoro in Basilicata dall’inizio del 2026: un vero e proprio bollettino di guerra davanti al quale le organizzazioni sindacali non intendono né possono rassegnarsi o rimanere in silenzio». In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sulla dinamica dell’incidente e accertino le responsabilità, Filctem, Femca e Uiltec ribadiscono con forza che «la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro non possono essere considerate un costo sacrificabile sull’altare della produzione o del profitto, bensì un diritto imprescindibile e prioritario di ogni lavoratore. Non servono più sterili parole di circostanza o l’indignazione del momento. Servono azioni concrete, un potenziamento immediato dei controlli da parte degli organi ispettivi, continui investimenti nella formazione e l’applicazione rigorosa di tutte le norme di prevenzione. È necessario fermare questa strage infinita. Il sindacato unitario continuerà a mobilitarsi e a vigilare con ogni mezzo a disposizione affinché la vita umana torni a essere il valore primario in ogni fabbrica, cantiere e ufficio del nostro territorio».Morte operaio Lucania Resine, Cavallo (CISL): “Serve atto collettivo di responsabilità per porre fine alla scia di sangue sul lavoro”«L’ennesima vittima sul lavoro nella nostra regione, la sesta dall’inizio dell’anno, richiama con la massima urgenza la necessità di un atto collettivo di responsabilità da parte di tutti gli attori economici, sociali e istituzionali coinvolti. Non è un paese civile quello in cui si continua a morire dl lavoro. Ancora una volta siamo a sollecitare maggiori e più incisivi controlli allo scopo di prevenire i fenomeni infortunistici che, lo ricordiamo, non sono mail l’effetto del caso ma il risultato di una catena di eventi e sottovalutazioni dei rischi. In attesa che gli organi deputati accertino le responsabilità del caso, il nostro pensiero va al lavoratore morto e alla famiglia. A loro dobbiamo ogni sforzo affinché si ponga fine a questa drammatica scia di sangue. Stiamo valutando le iniziative da mettere in campo per alzare il livello della pressione sulla istituzioni e sul mondo imprenditoriale affinché la reazione non si limiti ai messaggi di solidarietà ma produca atti concreti». Lo ha dichiarato nel pomeriggio il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo.Esposito (Cgil), Genovese (Filctem Cgil): “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a questa strage infinita. Bardi convochi l’Osservatorio regionale e si prendano interventi urgenti”“Piangiamo oggi l’ennesima vittima sul lavoro in Basilicata, la sesta nel 2026. Un bollettino di guerra a cui non possiamo e non vogliamo rassegnarci. Nello stringerci al dolore della famiglia e nell’attesa che si faccia chiarezza su quanto avvenuto, non possiamo rimanere in silenzio di fronte a questa strage infinita”. Lo affermano il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito e la segretaria generale della Filctem Cgil Potenza, Laura Genovese, esprimendo il cordoglio per la morte dell’operaio della Lucania Resine deceduto oggi a Potenza dopo essere rimasto schiacciato da un macchinario.“Secondo gli ultimi dati a disposizione – riprendono Esposito e Genovese – sebbene rispetto allo scorso anno in Basilicata i decessi per incidenti sul lavoro siano in diminuzione, sono in crescita gli infortuni passati da 2.200 a 2.038, come pure le malattie professionali. Ciò significa che la Basilicata non è uscita dall’emergenza. In un paese in cui muoiono in media tre lavoratori al giorno per incidenti sul lavoro, chiediamo interventi urgenti e che la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro vengano messi al centro delle azioni di questo governo e delle imprese. Serve un nuovo modello di impresa sostenibile, da un punto di vista ambientale e sociale. La sicurezza e la salute non possono essere considerati dei costi. Occorrono regole più precise e maggiore responsabilità d’impresa. Per questo diciamo basta ai subappalti a cascata che deresponsabilizzano i datori di lavoro a partire dalla sicurezza, scaricando tutti i rischi sui lavoratori. È urgente eliminare la norma che consente il sub appalto a cascata, ripristinare la parità di trattamento economico lungo la filiera degli appalti, rafforzare i controlli ispettivi, favorire un piano di assunzione negli enti preposti ai controlli e una patente a punti che faccia la selezione e qualifichi le aziende virtuose da quelle che non rispettano le misure di sicurezza.Appena una settimana fa – concludono Esposito e Genovese – con la Fillea Cgil eravamo in piazza a Potenza per dire basta alle morti sul lavoro dopo l’ennesimo grave incidente che aveva provocato la morte di un operaio edile a Sant’Arcangelo, una tragedia avvenuta a breve distanza da un altro grave incidente che aveva coinvolto un giovane operaio a Senise. A meno di un mese non possiamo assistere all’ennesima tragedia. Il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi convochi l’Osservatorio regionale e si prendano interventi urgenti”.FIoredelmodo (UILTEC): «Basta vittime,subito una legge regionale sulla sicurezza”Il commissario Uiltec Basilicata: «Cordoglio alla famiglia di Rocco De Carlo. La Regione convochi urgentemente l’Osservatorio regionale sulla sicurezza sul lavoro». La morte di Rocco De Carlo, il cinquantenne di Potenza deceduto al Pronto Soccorso dell’ospedale San Carlo dopo essere rimasto schiacciato dalla caduta di un macchinario industriale mentre lavorava alla Lucania Resine, riporta drammaticamente al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. «Esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone che oggi piangono Rocco De Carlo. Siamo di fronte all’ennesima tragedia che colpisce il mondo del lavoro e che impone a tutti, istituzioni, imprese e parti sociali, di non fermarsi alle parole di circostanza. Ogni morte sul lavoro è una sconfitta collettiva e un richiamo preciso alla responsabilità di chi deve garantire condizioni di lavoro sicure».
Lo dichiara Andrea Fioredelmodo, commissario Uiltec Basilicata, sottolineando la necessità di passare dalle dichiarazioni agli interventi concreti per rafforzare la prevenzione e contrastare gli incidenti nei luoghi di lavoro.
«La sicurezza non può essere considerata un costo da contenere, né un adempimento burocratico da assolvere. È un diritto fondamentale dei lavoratori e un dovere irrinunciabile per le imprese e le istituzioni. Servono più prevenzione, formazione continua, controlli rigorosi e investimenti adeguati, affinché ogni lavoratore possa tornare a casa al termine della propria giornata». Per Fioredelmodo è arrivato il momento di dare seguito alla proposta avanzata da tempo dalla Uil Basilicata per l’approvazione di una Legge regionale sulla sicurezza sul lavoro. «Chiediamo alla Regione Basilicata di avviare immediatamente un percorso legislativo che porti a una legge organica sulla sicurezza, costruita attraverso il confronto con il mondo delle imprese, le istituzioni e le parti sociali. Occorre mettere in campo strumenti concreti, rafforzare il sistema della prevenzione e promuovere una cultura della sicurezza diffusa, che coinvolga tutti gli attori del sistema produttivo». Il commissario Uiltec sollecita inoltre la convocazione urgente dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza sul lavoro, affinché si apra un confronto operativo sulle criticità esistenti e sulle misure da adottare per evitare che tragedie come quella di Potenza continuino a ripetersi. «Non possiamo accettare che la sicurezza torni al centro dell’attenzione soltanto dopo una morte. Occorre un impegno permanente, verificabile e condiviso, con responsabilità precise e azioni tempestive. La prevenzione deve venire prima dell’incidente, non dopo. L’unico obiettivo accettabile – conclude Fioredelmodo – è arrivare davvero a zero morti sul lavoro».
