Nel Potentino non c’è caporalato, ma 23 imprese irregolari e due sono state sospese

Sono state 100 le imprese agricole ispezionate dalla Task Force interistituzionale per la prevenzione e il contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura della Prefettura di Potenza durante il 2026.

Di esse 23 sono risultate irregolari, e sono state controllate le posizioni di 418 lavoratori, di cui 147 italiani, 28 cittadini comunitari e 243 extracomunitari.
    L’attività ispettiva – svolta nelle principali aree agricole del Potentino, dal Vulture-Melfese alla Val d’Agri, dal Senisese al Lagonegrese e al Pollino, fino alla zona nord-occidentale – ha consentito di individuare 12 lavoratori in nero, mentre a due imprese è stata sospesa l’attività.

Nel corso delle verifiche non sono emerse ipotesi di reato riconducibili alla fattispecie di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
    I dati sono stati resi noti dal Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, su cui impulso la Task Force è stata istituita a giugno 2022. L’organismo mette insieme le diverse Forze di Polizia, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, dell’Inps, dell’Inail e dell’Azienda Sanitaria Locale, per un controllo sulle problematiche connesse al lavoro agricolo. Entro il mese di novembre saranno effettuate ulteriori due settimane di controlli.
    “I risultati confermano il valore di una scelta che abbiamo compiuto negli anni – ha detto Campanaro – quando abbiamo deciso di affrontare il fenomeno del caporalato con una strategia strutturata. Non emergono fattispecie di caporalato, ma le irregolarità riscontrate dimostrano quanto sia importante continuare a presidiare il territorio”, ha commentato il Prefetto.

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