Da Potenza a Londra, due psicologhe lucane al fianco degli italiani all’estero

Vivono e lavorano a Potenza, ma il loro impegno professionale arriva fino a Londra, dove aiutano gli italiani alle prese con la solitudine, la lontananza dagli affetti e le difficoltà di vivere in un Paese straniero.

Sono Laura Sola, 42 anni, originaria di Sarconi (Potenza), e Angela Tucci, 53 anni, di Potenza, le due psicologhe lucane che hanno fondato “Italian Psychotherapy”, un servizio di sostegno psicologico rivolto alla comunità italiana nella capitale britannica.

Un progetto nato un anno fa e coordinato dalla Basilicata, attraverso sedute online e incontri mensili in una clinica nel quartiere londinese di Richmond.
    All’origine dell’iniziativa c’è una riflessione maturata proprio a Potenza, dove la solitudine può colpire anche chi vive a pochi chilometri dalla propria famiglia. Da qui l’interrogativo su cosa significhi affrontare una crisi a migliaia di chilometri dagli affetti, in una lingua e in una cultura diverse. “Londra è una città affascinante e veloce, ma è facilissimo sentirsi invisibili – raccontano all’ANSA le due professioniste -. Quando vivi all’estero ti viene a mancare quella rete di sguardi, gesti e tradizioni familiari che ci sostiene senza che ce ne accorgiamo”.
    Una scelta professionale che le due psicologhe hanno deciso di portare avanti senza lasciare la Basilicata. Sola è psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e direttrice sanitaria del progetto, mentre Tucci, psicologa specializzata in Terapia a Seduta Singola, coordina le attività di consulenza psicologica e coaching. “Abbiamo fatto una scelta d’amore – aggiungono – e di coraggio: rimanere a vivere e lavorare qui a Potenza, gestendo da questa terra una realtà professionale e imprenditoriale internazionale”.
    Non sono soltanto le difficoltà di ambientamento a pesare sugli italiani che vivono a Londra. Anche dietro una carriera brillante possono nascondersi solitudine e smarrimento. “Il prezzo più alto e invisibile è lo sradicamento. Spesso – dicono – c’è un grande contrasto tra l’immagine di una persona realizzata, con una carriera brillante a Londra, e la sensazione interiore di smarrimento”. A pesare sono soprattutto alcuni passaggi della vita: “Affrontare un lutto, una separazione, un attacco di panico o persino un successo straordinario senza poter rientrare a casa la sera e riabbracciare chi ci ama”. È soprattutto in questi momenti, spiegano le due psicologhe, che poter parlare nella propria lingua può assumere un significato particolare. “L’inglese – specificano – è la lingua della mente, della performance, del lavoro. Ma la lingua madre è la lingua della pancia, del cuore, dei ricordi d’infanzia e delle prime carezze. Quando soffri non hai la forza di tradurre cosa provi, hai bisogno che le tue emozioni risuonino libere”.
    Alle famiglie lucane che hanno figli all’estero, le due psicologhe rivolgono infine un messaggio: “Non temete i chilometri di distanza. L’amore e la presenza emotiva superano qualsiasi confine geografico. Voi – concludono – siete le radici forti che permettono ai vostri figli di volare lontano senza perdersi mai”.

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