Altra vertenza che preoccupa non poco, in queste ore, è quella della Callmat, azienda materana che offre servizi di contact center e assistenza clienti, e che ha Tim come committente principale. Neppure l’incontro di due giorni fa, in Prefettura, è servito a scongiurare il peggio: Tim ha infatti confermato il taglio dei volumi dei servizi e il trasferimento della commessa a Pomezia e Cagliari. Questo significa che il futuro di 350 lavoratori è appeso davvero ad un filo: Callmat sembra non avere altra scelta che quella dei licenziamenti.
E sarebbe una bomba ad orologeria sociale per tutto il territorio murgiano tra Basilicata e Puglia, visto che gran parte dei 350 dipendenti sono originari di Altamura e Gravina in Puglia. I sindacati puntano il dito anche contro l’avanzata dell’intelligenza artificiale, che sta sostituendo gli operatori umani con dei bot telefonici. Per questo chiedono un tavolo urgente al Ministero delle Imprese, pretendendo l’applicazione di una recente delibera dell’Agcom che obbliga le compagnie telefoniche a garantire ai clienti la possibilità di parlare sempre con un operatore in carne e ossa.
