La richiesta di proroga – fino al 31 dicembre 2027 – dell’assistenza al parto al presidio ospedaliero San Giovanni di Dio di Melfi è stata inoltrata dalla giunta regionale della Basilicata al “Comitato Lea”, organo controllore delle Regioni sull’erogazione effettiva dei Livelli essenziali di assistenza.
E’ la risposta alla richiesta del Ministero della salute di dismissione del punto nascita dell’ospedale San Giovanni di Dio a causa del mancato raggiungimento del numero minimo di 500 parti all’anno.
Le precedenti sette richieste sono state respinte, ma quella attuale è – a detta dell’assessore regionale alla salute, Cosimo Latronico, del dg dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera, e del dirigente del Dipartimento Salute, Domenico Tripaldi, “ragionevolmente motivata, in relazione ai dati emersi da una dettagliata relazione tecnica di Anas: “i cantieri di manutenzione straordinaria attivi sulla Strada Statale 658 “Potenza-Melfi” fanno innalzare i tempi medi di percorrenza verso l’Hub del San Carlo, che si attestano sui 75-80 minuti per i comuni più distanti, ben oltre i 60 minuti che metterebbero in sicurezza sia il nascituro che la partoriente”.
In caso di parere favorevole del Comitato Lea – atteso al massimo entro la fine del mese di ottobre – la delibera di giunta stabilisce che “l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza provveda all’attuazione di un nuovo piano di salvaguardia, monitoraggio e potenziamento, garantendone la piena attuazione nei tempi e con le modalità stabilite dal provvedimento regionale”; in caso di parere ministeriale sfavorevole, “si procederà alla riconversione funzionale con la sospensione graduale dell’attività di parto a decorrere dal primo luglio 2027”.
nell’ultima ipotesi, Latronico ha garantito che “Melfi non perderà i suoi presidi a tutela della maternità, garantendo il Percorso di Accompagnamento alla Nascita e la piena operatività di tutte le attività ostetrico-ginecologiche territoriali e ambulatoriali”.
L’occasione è stata utile all’esponente della giunta anche per annunciare l’implementazione di 12 posti letto, sempre nel presidio ospedaliero di Melfi che copre un bacino di oltre 100 mila persone – dove negli ultimi anni il valore della produzione è salito a 24,6 milioni di euro e l’organico della dirigenza a 57 unità – con uno stanziamento di 15,9 milioni di euro per lavori edili e impiantistici.
I dati ufficiali del Certificato di Assistenza al Parto evidenziano una complessa denatalità strutturale. La Basilicata è passata dai 4.138 parti complessivi del 2016 ai soli 3.031 del 2025, con una variazione percentuale nel primo semestre 2026 pari al -7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
