Internet senza fibra, in Basilicata test con laser per 7 chilometri

Un collegamento internet attraverso un fascio laser lungo sette chilometri, senza scavi né interventi invasivi nella pineta costiera protetta.

È la sperimentazione realizzata tra Metaponto, nel comune di Bernalda, e Lido Quarantotto, nel territorio di Pisticci (Matera), dalle società Areawi, operatore di telecomunicazioni lucano, e SatEnlight, startup nata come spin-off dell’Università degli Studi di Milano.
    Il progetto, denominato “Connettività a impatto zero”, punta a superare il divario digitale nelle aree costiere, montuose e rurali dove la posa della fibra ottica risulta difficile per vincoli ambientali, archeologici e geologici.

La tecnologia sperimentata combina comunicazioni ottiche mediante laser e collegamenti radio, consentendo la trasmissione di dati senza la realizzazione di infrastrutture interrate.
    Durante i test, effettuati lungo una tratta che attraversa il mare e la pineta costiera, sono state verificate la stabilità del collegamento, la precisione dell’allineamento del fascio laser e il funzionamento degli apparati in condizioni atmosferiche reali.
    L’iniziativa è tra i sei progetti vincitori del Co-Innovation Award della terza edizione di Basilicata Open LAB, che ha registrato oltre 140 startup e 50 imprese candidate. “I risultati ottenuti – ha dichiarato Giuseppe Distasi, cofondatore di Areawi – dimostrano come le risposte più avanzate alle sfide del territorio nascano dalla collaborazione concreta tra chi sviluppa ricerca di frontiera e chi vive il territorio ogni giorno”. Per Matteo Vismara, amministratore delegato e cofondatore di SatEnlight, la sperimentazione “ha permesso di dimostrare la capacità del nostro sistema di trasmettere informazioni a sette chilometri di distanza in un ambiente reale”.
    Il primo collegamento è stato simbolicamente dedicato a Guglielmo Marconi, nel 125esimo anniversario della prima trasmissione radio transatlantica del 1901, attraverso l’invio di un segnale luminoso contenente la lettera “S”, utilizzata nel celebre esperimento.

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