Sport: a Potenza test su Under 15 tra performance e prevenzione

Creare condizioni di crescita, formazione e benessere per i giovani attraverso lo sport.

È l’obiettivo del progetto “Il corpo in movimento: valutazione funzionale delle capacità fisiche”, promosso dalla Scuola Regionale dello Sport-Coni Basilicata in collaborazione con il Liceo “Rosa-Gianturco” di Potenza e tre realtà sportive del capoluogo: Potenza Calcio Under 15, Invicta Under 15 di pallacanestro e Murate Under 15 di pallavolo.

Il percorso ha previsto test motori, condotti secondo criteri scientifici e metodologici condivisi, al fine di favorire lo sviluppo globale degli alunni e contribuire al loro benessere fisico, psicologico e sociale.
    “Abbiamo mappato innanzitutto la salute dei ragazzi, individuato eventuali talenti in alcune specialità e lavorato sulla prevenzione”, ha spiegato Francesco De Grazia, docente del Liceo “Rosa-Gianturco” di Potenza, evidenziando anche la valenza formativa dell’iniziativa e il contributo alla diffusione della cultura dello sport.
    “La collaborazione con le scuole, di cui questo progetto è il fiore all’occhiello, rappresenta l’inizio di un percorso – ha detto il Presidente del Coni Basilicata, Giovanni Salvia – Vogliamo far comprendere l’importanza dello sport anche dal punto di vista fisico e delle prestazioni, valorizzando la multidisciplinarità”.
    Secondo Salvia, lo sport può inoltre diventare uno strumento di aggregazione, formazione e opportunità professionale. “In questi tre sport di squadra – ha spiegato – ci sono dinamiche fondamentali: la collaborazione, il raggiungimento di un obiettivo comune, la vita nello spogliatoio, il confronto con il ragazzo più bravo e con quello che lo è meno”. Una dimensione, ha aggiunto, che può contribuire a contrastare l’isolamento dei giovani nel mondo virtuale, favorendo relazioni, disciplina e corretti stili di vita.
    Tra gli obiettivi indicati dal Presidente del Coni Basilicata infine c’è l’attivazione di un percorso universitario legato alle scienze motorie. “Sarebbe importante offrire ai nostri ragazzi uno sbocco in questo settore – ha spiegato – Stiamo valutando un modello collegato all’area medica, sul modello dell’Università del Molise, che potrebbe essere più sostenibile e rapido rispetto alla creazione di una nuova facoltà”. Secondo Salvia, “realisticamente, nel giro di tre o quattro anni potremmo arrivare a questo risultato”.

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