La Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza ha chiesto ed ottenuto dal Tribunale di Potenza una nuova misura cautelare nei confronti di un imprenditore originario di Lavello (Potenza), gravemente indiziato del reato di associazione per delinquere, aggravato ai sensi dell’art. 416-bis.
Il capo di imputazione è “avere promosso, diretto e organizzato un sodalizio dedito al riciclaggio di capitali di provenienza illecita – anche derivanti da assalti a furgoni portavalori organizzati nel foggiano – e al trasferimento fraudolento di valori, con la finalità, tra le altre, di agevolare una storica associazione mafiosa cerignolana”. Per questi reati l’uomo – già in regime di custodia cautelare a luglio 2025, misura poi annullata ad aprile 2026 per ragioni di natura processuale, connesse al mancato svolgimento dell’interrogatorio preventivo prima dell’esecuzione dell’arresto – è imputato dinanzi al Tribunale di Potenza.
In una nota della Procura è spiegato che l’uomo – ora agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico – ha posto in essere “reiterati comportamenti finalizzati a condizionare l’operato della società in amministrazione giudiziaria, e dei suoi dipendenti, compromettendone l’attività economica e la regolare gestione”.
“L”imprenditore – scrive la Procura – ha tentato anche recentemente di condizionare la struttura aziendale ponendo in essere condotte ritenute pregiudizievoli per la corretta gestione economica della società, dirette anche ad attribuire allo Stato e all’amministrazione giudiziaria la responsabilità dei risultati economici negativi della società, sebbene versasse in condizioni di difficoltà già prima del sequestro del compendio aziendale”.
