Il visual artist Giordano, racconto la Basilicata anche con l’immaginario

Arte, cucina e nuovi immaginari per raccontare la Basilicata: Silvio Giordano, visual artist potentino, filmmaker, performer e direttore creativo del Matera Film Festival, domani sarà ospite di “Camper – Osteria Italia”, il programma di Rai1 condotto da Peppone Calabrese, ristoratore e gastronomo di Potenza.

“Considero la televisione un altro spazio possibile per l’arte e per i nuovi linguaggi – dice – La cultura diventa davvero viva quando smette di essere settoriale e comincia a contaminarsi”.
    Nel programma dedicato a bellezze, borghi, natura, arte e tradizioni italiane, Giordano parlerà anche di promozione turistica.

“Promuovere un territorio non significa semplicemente mostrarlo. Far vedere un paesaggio oggi non basta più. La grande cultura italiana non ha mai raccontato il mondo limitandosi a riprodurlo: Dante ha costruito una geografia dell’immaginario, Ariosto ha popolato il mondo di creature e visioni, Leopardi ha trasformato il pensiero in mondi possibili. Più vicino a noi, Fellini e Dario Argento hanno creato universi visivi immediatamente riconoscibili. Sono tutti, in modi diversi, costruttori di nuove mitologie. E allora mi chiedo: chi ci ha prescritto che per raccontare un territorio dobbiamo limitarci a mostrarlo così com’è? Dov’è finita la nostra capacità di immaginare? È questo che cerco di fare attraverso videoinstallazioni immersive e progetti transmediali: partire dal reale per generare qualcosa che prima non esisteva. Non dobbiamo soltanto mostrare il paesaggio. Dobbiamo avere il coraggio di inventare nuove mitologie per abitarlo”.
    Tra i temi affrontati anche il rapporto tra arte e cucina, due modi diversi ma complementari di raccontare l’identità e la storia di un territorio. “Sono attratto dal cibo come linguaggio e come strumento di relazione con chi non c’è più. In Basilicata esisteva la tradizione di lasciare, nella notte dei morti, un piatto apparecchiato per i defunti. Trovo questa immagine di una poesia straordinaria: una tavola imbandita, il silenzio della notte e un unico piatto lasciato a qualcuno che non possiamo più vedere. Per me è già una perfetta installazione artistica”.
    Giordano parlerà infine della sua sperimentazione con l’intelligenza artificiale. “Mi affascina perché costringe a porci una domanda antica: chi è davvero il mostro, la creatura o chi l’ha creata? Oggi il vero rischio non è la macchina che diventa umana, ma l’essere umano che smette di interrogarsi su ciò che sta creando. Per questo sperimento molto: non per delegare la creatività all’AI, ma per capire cosa succede quando una nuova tecnologia entra in relazione con le nostre paure, i nostri desideri e la nostra immaginazione. Nei prossimi mesi questo percorso confluirà anche in tre importanti mostre internazionali, una delle quali in Cina”.

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