“La Uil Basilicata condivide la necessità di contenere la spesa sanitaria, ma ritiene che il nuovo ticket debba essere sospeso e rimodulato, evitando di scaricare sui cittadini il peso del riequilibrio dei conti”: è quanto afferma il segretario regionale Vincenzo Tortorelli, che rilancia – sulla questione ticket da 2,50 euro sulle ricette – le proposte del Centro Studi del sindacato.
Sette i punti focali, tra i quali una modulazione sulla base del reddito e dell’Isee, una tutela specifica per i lavoratori in cassa integrazione, per i disoccupati e per i nuclei familiari che subiscono una temporanea caduta del reddito, oltre alle esenzioni sanitarie già previste.
Quarto: definire un tetto mensile o annuale di compartecipazione per nucleo familiare, per evitare che le persone sottoposte a terapie ripetute subiscano effetti cumulativi eccessivi.
Quinto: rafforzare la prescrizione e la dispensazione dei farmaci equivalenti, rendendo trasparente il risparmio conseguibile attraverso questa scelta, senza trasferire automaticamente nuovi costi sui cittadini.
Sesto: attivare un cruscotto pubblico trimestrale sulla spesa farmaceutica, con dati relativi a ricette, confezioni, costo medio, utilizzo degli equivalenti, scostamento dal tetto programmato, compartecipazione dei cittadini e risparmi ottenuti attraverso le misure di appropriatezza.
Settimo: costituire un tavolo regionale permanente sulla spesa farmaceutica, con la partecipazione della Regione, delle aziende sanitarie, dei medici, dei farmacisti e delle parti sociali, fissando obiettivi quantitativi verificabili e risultati periodicamente monitorati.
“Prima di introdurre un nuovo costo fisso – insiste Tortorelli – bisogna aprire un confronto con le parti sociali e intervenire su sprechi, appropriatezza prescrittiva, farmaci equivalenti e organizzazione del sistema.
Non siamo contrari a intervenire sulla spesa, siamo contrari a farlo senza equità.
La sanità pubblica – ha concluso – deve restare accessibile a tutti. Risanare i conti non può significare lasciare indietro chi ha più bisogno di curarsi. Diversamente saremo costretti a scendere in piazza per chiedere rispetto per i lucani”.
