Dalle conchiglie alla cartapesta, l”arte che ha salvato Claudia Perdicchia

Ha trasformato una passione nata da bambina in un mestiere, ha cominciato quasi per gioco creando gioielli con le conchiglie raccolte al mare insieme ai figli e, quando ha perso Santino a soli 15 anni, proprio nell”arte ha trovato un modo per affrontare il dolore e continuare a sentirlo vicino.

L”odore dell”olio di lino mi è rimasto impresso. Mamma Maria, invece, mi ha trasmesso la passione per il cucito e il ricamo: la guardavo creare gli abiti e così cominciai a farli per le mie Barbie”. Molti anni dopo sono i suoi figli a riportarla verso quella creatività. Sulle spiagge raccolgono conchiglie e stelle marine e Santino comincia a farne collane e bracciali. Claudia aggiunge perle, coralli e ricami e, dopo la separazione, decide di provare a vivere di quello che sa fare con le mani. “A Matera – spiega – avevo aperto un negozio di appena quattro metri quadrati in via delle Beccherie. Era il negozietto più piccolo della città. Lì ho capito che quella passione poteva diventare il mio mestiere”. Nel 2014 la morte di Santino cambia anche il significato del suo lavoro. “Il mare e le sue meraviglie sono diventati un modo per dialogare con mio figlio e non sentire la sua mancanza”. Arrivano gli abiti ricamati a mano, la pittura e la cartapesta. “Il dolore e la sensibilità hanno tirato fuori quello che avevo dentro. L”arte mi ha aiutata ad andare avanti. Matera entra sempre più nel suo immaginario. Ne studia i Sassi, la cultura contadina, il folklore e la Festa della Bruna e li traduce nell”abito “Capitale 2019″, dedicato all”anno di Matera Capitale europea della Cultura, premiato al Premio Moda Città dei Sassi e poi portato negli studi Rai. “Il nero – dice – richiama la Matera un tempo definita ”vergogna d”Italia”, i cristalli colorati il suo riscatto. In quella città passata dal buio alla luce avevo ritrovato qualcosa della mia storia”. Con la pandemia il negozio di quattro metri quadrati deve chiudere. Nel 2021, a quasi cinquant”anni, Perdicchia riparte ancora: lascia Matera e si trasferisce a Londra, dove lavora tra arte, cucina e pasticceria. Nel 2025 torna in Italia, richiamata dagli affetti e dalle sue “radici tra Puglia e Basilicata”. A Matera ritrova anche il legame con la Festa della Bruna.

Dopo i mantelli dipinti e ricamati per i Cavalieri, realizza senza stampi la statua in cartapesta della Madonna per il Carro della Piccola Bruna alla Martella e dà a un angelo i lineamenti di Santino. “Nella sofferenza della Madonna come madre rivedo la mia sofferenza”. Ora lavora a una collezione di Madonne e angeli e immagina un atelier dove insegnare la sua arte. “Ho sempre fame di imparare – conclude – e ogni nuovo progetto per me è una sfida”.È la storia di Claudia Perdicchia, 53 anni, originaria di Mottola (Taranto) e materana d”adozione, artista autodidatta che spazia dai gioielli agli abiti ricamati, dalla pittura alla cartapesta, fino alle opere dedicate alla Madonna della Bruna.
“L”arte – racconta all”ANSA – e Francesco, il mio secondogenito, sono stati la mia ancora di salvezza”.
Perdicchia ha imparato lo stile artistico guardando i genitori: il padre Franco dipingeva, la madre cuciva e ricamava.
“A sei anni – racconta – mi alzavo di notte per toccare i colori a olio di papà e li mettevo sulle dita per sentirne la consistenza.

News dal Network

Promo