Ha trasformato una passione nata da bambina in un mestiere, ha cominciato quasi per gioco creando gioielli con le conchiglie raccolte al mare insieme ai figli e, quando ha perso Santino a soli 15 anni, proprio nell”arte ha trovato un modo per affrontare il dolore e continuare a sentirlo vicino.
L”odore dell”olio di lino mi è rimasto impresso.
Dopo i mantelli dipinti e ricamati per i Cavalieri, realizza senza stampi la statua in cartapesta della Madonna per il Carro della Piccola Bruna alla Martella e dà a un angelo i lineamenti di Santino. “Nella sofferenza della Madonna come madre rivedo la mia sofferenza”. Ora lavora a una collezione di Madonne e angeli e immagina un atelier dove insegnare la sua arte. “Ho sempre fame di imparare – conclude – e ogni nuovo progetto per me è una sfida”.È la storia di Claudia Perdicchia, 53 anni, originaria di Mottola (Taranto) e materana d”adozione, artista autodidatta che spazia dai gioielli agli abiti ricamati, dalla pittura alla cartapesta, fino alle opere dedicate alla Madonna della Bruna.
“L”arte – racconta all”ANSA – e Francesco, il mio secondogenito, sono stati la mia ancora di salvezza”.
Perdicchia ha imparato lo stile artistico guardando i genitori: il padre Franco dipingeva, la madre cuciva e ricamava.
“A sei anni – racconta – mi alzavo di notte per toccare i colori a olio di papà e li mettevo sulle dita per sentirne la consistenza.
