Bcc, sulle compensazioni ambientali Bardi fermi il gioco delle tre carte

Sulle compensazioni ambientali e i progetti Non Oil, il presidente della Giunta lucana, Vito Bardi (Forza Italia) “fermi il gioco delle tre carte.

Falliscono i progetti e i soldi dei lucani finiscono a coprire buchi, bollette non pagate e promesse elettorali”.

E’ il concetto principale espresso, in un comunicato, dai consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello.
    “Dei tre impianti fotovoltaici promessi ad Acquedotto Lucano (ad Aliano, Irsina e Lavello) – spiegano – ne resta uno, quello di Aliano. Il Bonus Gas rischiava di ridursi a pochi euro e ora, per salvarlo, si prendono altri 28,7 milioni dalle compensazioni ambientali. Bardi venga in Aula e renda conto, euro per euro, di come vengono utilizzate centinaia di milioni destinate allo sviluppo della Basilicata”.
    Secondo i dirigenti di Bcc, “non siamo più davanti a singoli errori, ma a un metodo di governo. Si annunciano progetti, investimenti e posti di lavoro e, quando i progetti falliscono o non partono, si cambiano destinazioni e si spostano milioni da una voce all’altra, attingendo sempre allo stesso salvadanaio delle compensazioni ambientali e senza alcuna condisione con il Tavolo di Concertazione previsto dagli accordi. Risorse che dovrebbero invece costruire l’alternativa al petrolio, generando sviluppo e occupazione”.
    “La Giunta regionale – proseguono Chiorazzo e Vizziello – sta inoltre mettendo una toppa alle previsioni sbagliate sul Bonus Gas. In occasione del bilancio Bardi aveva definito transitoria la riduzione delle compensazioni e previsto un successivo significativo aumento. Pochi mesi dopo, invece, si corre ai ripari utilizzando 28,7 milioni liberati dal progetto fotovoltaico. E vogliamo sapere come sarà speso fino all’ultimo euro. Nel frattempo i progetti Non Oil che avrebbero dovuto produrre davvero economia nuova e occupazione – Droni, Sonnen, Agrihub e altri sono ridimensionati o abbandonati, come il caso del progetto “Biometano da scarti agricoli”, su cui ritorneremo nei prossimi giorni, finanziato per 16 milioni di euro e fermo nonostante imprese abbiano deciso di andare avanti investendo proprie risorse. È questo il vero fallimento della strategia Non Oil del governo Bardi”.
    La Basilicata “non può trasformare le compensazioni ambientali – aggiungono – in un bancomat per coprire buchi, bollette non pagate e promesse elettorali. Sono risorse dovute a una terra che da decenni sopporta il peso delle estrazioni e devono servire a costruire il futuro dopo il petrolio.

Bardi si fermi, non aggiunga altri pasticci, venga in Consiglio regionale e mostri i conti. Risponda alle nostre interrogazioni e alle richieste di accesso agli atti e presenti una rendicontazione completa delle centinaia di milioni derivanti dagli accordi con le compagnie petrolifere: quanto è stato incassato, quanto speso, per quali progetti e, soprattutto, quali investimenti e quanti posti di lavoro sono stati realmente prodotti. È il minimo che i lucani hanno diritto di sapere”, concludono Chiorazzo e Vizziello.

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