a Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula, intende chiedere “chiarimenti in merito al percorso assistenziale e di presa in carico, alla continuità dei trattamenti e alle modalità con cui gli interventi previsti siano stati programmati, garantiti e monitorati nel tempo” di Giampiero Santamaria, il giovane che ha ucciso la madre, Maria Vittoria Carbone, a Tito.
“L’iniziativa – chiarisce – avrà carattere esclusivamente conoscitivo e istituzionale e non sarà finalizzata ad anticipare giudizi o ad attribuire responsabilità, ma a comprendere, nell’ambito delle competenze della Garante, il funzionamento del percorso assistenziale e gli strumenti predisposti per assicurare continuità e appropriatezza della presa in carico.
Ciò che interessa comprendere – ha detto – è se nel percorso concretamente seguito dal figlio della vittima fossero definiti riferimenti, modalità di monitoraggio e procedure da attivare in presenza di eventuali criticità.
Una rete efficace non deve soltanto prendere in carico una persona, ma deve essere in grado di accompagnarla nel tempo e di intervenire quando il percorso programmato presenta una discontinuità.
L’approfondimento – ha concluso – avrà anche una finalità prospettica: verificare il funzionamento della rete e delle procedure significa infatti poter individuare, ove emergessero, eventuali aspetti da rafforzare a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.
