IL PONTE SULLO STRETTO

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Pare che la realizzazione del ponte sullo stretto stia per partire. Anche questo governo lo trova necessario. Lo si pagherà contraendo debiti, ma lo si farà. Per avere questo risultato non ci sono state adunate oceaniche di siciliani e calabresi arrabbiati per il ritardo nella sua realizzazione, ma hanno brigato i nordici che devono edificarlo. Le grandi imprese del nord che hanno i politicanti nel proprio pugno. L’interesse verso questa opera faraonica è tale che anche il rischio sismico e altri sono stati studiati e risolti con le moderne tecnologie dimenticando volutamente e quindi dolosamente che fino ad ora mai la tecnologia ha mantenuto le proprie “razionali” promesse. Ma così va il mondo come ci ricorda il Vajont o il ponte del grande architetto Morandi. E quindi avremo il ponte!

 

Quest’opera beneficerà più i siciliani nell’ esportare i loro prodotti nel continente o i nordici a vendere i loro nell’isola? Probabilmente sarà più vera la seconda ipotesi ma non si sa, certo è che il trasporto su gomma sarà ulteriormente favorito rispetto a quello via mare. Con buona pace dell’ideale ambientalista e della salubrità dell’aria calabrese e siciliana. 

 

Poi ci sarà un pedaggio da pagare che andrà a retribuire ulteriormente chi lo ha edificato mentre gli addetti ai traghetti andranno in pensione divenendo un nuovo esempio di esclusione dal lavoro dovuto alle tecnologie e ai nuovi investimenti.

 

L’altro soggetto che beneficerà di questo ponte è la classe politica. Nei consessi internazionali, presentarsi con questo biglietto da visita conferisce uno status molto elevato e facilita le conversazioni conferendo agli italiani un livello di credibilità che ritengono evidentemente di non avere. D’altronde paga pantalone e le imprese che lo realizzano sanno come dimostrare la loro gratitudine. Anche un notevole gruppo di elettori -in genere i meno perspicaci- si faranno incantare da tanta magnificenza e voteranno per una maggiore stabilità e continuità di governo. Peraltro anche nel recente e meno recete passato si faceva così: da Giulio Cesare a Napoleone a Mussolini…e più recentemente alcuni paesi arabi o asiatici e financo la Tatcher hanno tutti fatto di tutto per lasciare a bocca aperta i propri elettori esibendo opere grandiose per lasciare una impronta del proprio passare.

 

Che dire ai tanti meridionali che insistono per la realizzazione di questo ponte come se il sud non possa realizzare i propri obiettivi senza di esso? Auguriamoci sempre il meglio; ma non possiamo non credere che sia molto meglio pensare al debito e alla burocrazia, alle tasse e alle guerre in cui siamo involontariamente coinvolti e non fare salti in avanti senza avere una lira!! Così ci hanno insegnato a fare e volere!

 

CANIO TRIONE

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