Carnevale: Basilicata, a Satriano il messaggio ecologista degli uomini alberi

In Basilicata, a Satriano di Lucania, il Carnevale è ecologista e lancia un messaggio per il rispetto dell’equilibrio tra uomo e natura. Satriano, in provincia di Potenza, con 3500 abitanti è uno dei tanti piccoli Comuni lucani. La sua maschera (o, meglio, il simbolo) è il Rumita, l’eremita: un uomo vegetale, albero che cammina, senza parlare. Da 11 anni la festa di Carnevale è organizzata come processione di uomini alberi che diventano una foresta che cammina: sono bambini e adulti ricoperti di edera, molti di loro quasi interamente tanto da non scorgere nemmeno i volti.

Il giorno ‘clou’ non è il martedì grasso, bensì la domenica, quindi la festa si tiene in questa fine di settimana (sabato e domenica) per le intere giornate. Satriano si popola di uomini vegetali, con il contorno di orsi e quaresime. Stando alla tradizione, il Rumita (o Rumit’ in dialetto) gira tra le strade del paese, con un bastone (fruscio) in cui è conficcato un ramo di pungitopo che viene usato per bussare lentamente alle porte delle case, come un vento leggero che le scuote. Così una maschera della tradizione è diventata il mezzo per lanciare l’appello al rispetto dell’ambiente. Un Carnevale che non coinvolge solo il paese. Nei due giorni della festa, ci saranno 131 uomini alberi, uno per ciascun Comune della Basilicata e l’appello alla partecipazione è rivolto a tutti coloro che vogliono vivere giornate diverse, in un Carnevale ‘green’.

”Il Rumita è una figura misteriosa, un’anima silente, è lo spirito del bosco che per una volta all’anno diventa persona e invade le strade del paese per lanciare un messaggio ecologista”, spiegano gli organizzatori. Dal 2014 l’associazione Al Parco si è ispirata alla cine-installazione ”Alberi” di Michelangelo Frammartino, presentata al MoMA di New York, e organizza l’appuntamento in cui la foresta che cammina è il simbolico richiamo a vivere senza alterare la terra che si abita, da affidare alle generazioni successive. Negli ultimi anni anche la grande questione globale dei cambiamenti climatici ha arricchito il senso ecologista della manifestazione.

La festa inizierà sabato, alle ore 12, con un rito maggiormente carnascialesco, sulle scale della Chiesa vecchia: il matrimonio della Zita dove gli uomini si vestono da donne e le donne si vestono da uomini. Poi sarà tutto un popolarsi di uomini alberi che culminerà nel grande raduno di domenica mattina sino a diventare la foresta. Dai simboli ai fatti: l’evento sarà ecosostenibile anche per le buone pratiche. Nei locali pubblici solo bicchieri biodegradabili e prodotti di stagione, a filiera corta e a km zero. Verranno piantati alberi in collaborazione con le scuole del paese, nell’ambito di progetti di educazione ambientale per compensare le emissioni di anidride carbonica.

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