Potenza: ballottaggio tra Fanelli e Telesca, sfida fa discutere politica regionale

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A Potenza si sono insediati i 77 seggi per il ballottaggio di domani e lunedì per l’elezione del nuovo sindaco e il rinnovo del consiglio comunale. Gli elettori sono 56.906. Al primo turno i votanti sono stati 39.335 (69,12%). Nella sfida si affrontano Francesco Fanelli (40,6 per cento al primo turno), candidato del centrodestra unitario a cui si sono aggiunti sia Azione che Italia viva (in Orgoglio lucano), e il candidato del centrosinistra Vincenzo Telesca (32,44%). Il centrosinistra si è ricompattato sul candidato voluto dal Pd, Telesca, grazie all’accordo programmatico con Pierluigi Smaldone (17,63 per cento al primo turno), sostenuto dal Movimento 5 stelle e da due civiche, e Francesco Giuzio (8,05%) in rappresentanza del movimento La Basilicata possibile. Non ci sono stati apparentamenti, quindi sulla scheda elettorale la coalizione di Telesca è rappresentata da cinque civiche (non compare il simbolo del Partito democratico).

La sfida è stata caricata di importanti significati politici. Non è solo una questione locale, in cui il centrodestra tenta di confermarsi alla guida del Comune dopo l’esperienza di cinque anni di Mario Guarente, nel 2019 primo sindaco della Lega eletto al Sud in un capoluogo. Il ballottaggio di Potenza è diventato oggetto di discussione politica perché il centrosinistra e il movimento 5 stelle accusano la Regione e il presidente Vito Bardi di non aver ancora nominato la giunta, sebbene siano trascorsi due mesi dalle elezioni del 22 e del 23 aprile, per aspettare l’esito della competizione elettorale a Potenza.

Altro elemento di interesse è la composizione dell’alleanza di Fanelli, vice presidente della giunta regionale uscente, che fa il bis dello schieramento con cui il presidente Bardi è stato rieletto ad aprile.

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