Basilicata: maggioranza chiede tempo, slitta elezione presidente Consiglio regionale

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Fumata nera per l’elezione del presidente del Consiglio regionale della Basilicata. La seduta è stata aggiornata al 26 giugno, su richiesta della maggioranza ma l’opposizione ha votato contro. Effettuata, invece, la convalida degli eletti. Il nuovo assetto del Consiglio regionale vede una maggioranza a 12 per il presidente Vito Bardi: Fratelli d’Italia 4 (Carmine Cicala, Maddalena Fazzari, Cosimo Latronico, Michele Napoli); Forza Italia 3 (Gianuario Aliandro, Michele Casino, Francesco Cupparo); Lega 2 (Pasquale Pepe, Domenico Raffaele Tataranno); Azione 2 (Nicola Massimo Morea, Marcello Pittella); Orgoglio lucano 1 (Mario Polese). Nell’opposizione, 3 per il Pd (Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese); 2 per il Movimento 5 stelle (Alessia Araneo, Viviana Verri); 2 per Basilicata Casa Comune (Angelo Chiorazzo, Giovanni Vizziello; 1 per Avs-Si-Psi-Basilicata possibile (Antonio Bochicchio). L’aggiornamento è stato richiesto dal presidente Vito Bardi e dal consigliere Cosimo Latronico.

«Questo aggiornamento è un tempo di lavoro e non di sospensione – ha detto Latronicodifatti il presidente Bardi continuerà in questo frangente a tenere le opportune interlocuzioni per costruire un quadro programmatico esaustivo e funzionale per la nuova legislatura. Sono certo che il presidente continuerà la fase di interlocuzione con la maggioranza ma anche con l’opposizione per costruire il quadro programmatico all’altezza di una sfida decisiva che ha la XII legislatura”. Da parte di tutti i consiglieri della maggioranza l’appello alla responsabilità ”per non ridurre il dibattito ad argomenti strumentali considerato che la fretta non è il giusto viatico da seguire».

Dissenso, invece, è stato espresso dall’opposizione perché la scelta della data è ”chiaramente successiva all’esito del ballottaggio tra i due candidati sindaci della città capoluogo” e ci sono ”tanti temi sospesi a partire dal buco della sanità, la salute mentale, la viabilità e il trasporto pubblico locale fino ad arrivare alle politiche industriali e all’autonomia differenziata, senza dimenticare il gravoso problema del femminicidio. Il rinvio di tutti questi importanti temi – è stato sottolineato – non è politica ma solo esercizio del potere”. La proposta di aggiornamento è passata con 13 voti favorevoli e 7 contrari.

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