Elkann

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Il potentissimo Elkann dice con signorile naturalezza che la mamma lo picchiava. I media hanno trovato la cosa meritevole di attenzione e quindi hanno dedicato a questa dichiarazione molto spazio togliendolo ad altre questioni evidentemente ritenute non così importanti. Da dire che in tempi più recenti madre e figlio sono in lite (una specie di guerra giudiziaria senza esclusione di colpi ormai pluridecennale) per questioni venali e quindi questa mossa potrebbe essere stata architettata e ingigantita ad arte per questioni personali tra i due. Ma queste sono cose solo ipotizzabili da coloro che sono amanti del gossip come noi non siamo.

 

Molti hanno pensato che un genitore alle volte fa bene a trascendere alle vie di fatto se i pargoli sono particolarmente irrequieti; altri si sono chiesti come mai se ne ricorda adesso; altri ancora hanno dato ragione al figlio perché non si usano mai le violenze verso i piccoli senza eccezioni; altri ancora hanno pensato che gli Agnelli nella loro vita privata -cioè quella vera e priva di infingimenti- non dovevano essere così “nobili” come si presentavano in pubblico; altri si chiedono quali danni irreparabili abbia riportato il figlio da tali comportamenti riprovevoli o se gli sono stati di grande giovamento (visto che governa un impero industriale molto importante è una domanda pertinente). Tutte domande destinate a rimanere prive di risposte.

 

Però ci hanno abituati a vedere volare stracci e accuse reciproche -magari da un balcone all’altro- nei sobborghi di Napoli o nelle commedie popolari in romanesco; mai era accaduto che i piemontesi, che si sono presentati da sempre come gran signori, scendessero a questi livelli; per questioni di soldi! e segnatamente la famiglia Agnelli che con il suo savoir faire frequentava Kissinger e altri ancora più blasonati.

 

Noi pensiamo invece che piemontese era Bava Beccaris che ha cannoneggiato i milanesi affamati, piemontese era Vittorio Emanuele III che ha fatto due guerre mondiali e ha preferito Mussolini al pugliese Antonio Salandra combinando un disastro dal quale ancora non ne usciamo; piemontese era certo Badoglio che si è portato sulla coscienza inenarrabili crimini in Africa oltre a molto altro; piemontese era certo Luigi Cadorna dalla fucilazione facile (dei soldati italiani!!!) e della disfatta di Caporetto; piemontese era la famiglia Agnelli che dopo avere condizionato la politica italiana avvicinandosi alla sinistra ed essersi fatte dare somme favolose ha pensato bene di portare all’estero l’immenso valore accumulato; piemontese era Quintino Sella che inventò la famigerata imposta sul macinato (antesignana dell’odierna ingiusta fiscalità) che impose alla povera gente il compito di ripianare le spese pazze e i debiti faraonici del nuovo regno d’Italia; senza parlare dei misfatti della Juventus irripetuti e forse irripetibili che i tifosi conoscono benissimo! potremmo continuare a lungo per dire che poche regioni d’Italia hanno collezionato persone dall’azione così micidiale come il Piemonte. Sono tutti casi in cui in vita questi personaggi si sono presentati come il non plus ultra e poi si sono rivelati un disastro umano e professionale. Certamente ci sono anche persone per bene che al momento non ricordiamo per nostra amnesia ma rimane l’immagine che le cronache odierne ci consegnano di una famiglia piemontese che era osannata e che oggi è dilaniata dagli interessi e sepolta sotto imponenti strati di danaro depositato nei posti più diversi per gran parte riveniente dalle nostre tasse.

 

A noi meridionali non rimane che non curarci di loro specie quando chiedono soldi per i loro stabilimenti italiani, ma, con il sommo Poeta “guardiamo e passiamo”…di attenzione a questa gente ne abbiamo dedicata fin troppa.     

 

CANIO TRIONE

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