Basilicata, Cisl: “con spopolamento in prossimi dieci anni -20% alunni in scuole”

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Fra dieci anni, nel 2034, la popolazione scolastica lucana nella fascia 3-18 anni sarà di 55.570 alunni rispetto ai 69.998 di oggi, con una riduzione del 20%, quindi di un alunno su cinque. Lo rileva la Cisl Basilicata, nel report ‘Congiunture’ che si sofferma sulle ripercussioni dell’inarrestabile calo demografico in Basilicata. La stima del centro studi della Cisl Basilicata, a cura della responsabile Luana Franchini, parte dall’analisi demografica attuale. La popolazione che risiede nelle aree interne della regione è pari al 79,5%, la restante parte nei Comuni polo e cintura (20,5%). Il 56,5% dei 131 comuni lucani ha una popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti e vi risiede il 34% degli abitanti. Poco meno di un quarto della popolazione (23,1%) vive nei due Comuni capoluogo (Potenza 64.470 residenti; Matera 59.745) e quasi un altro quarto (22,8%) in quelli con popolazione tra 10.001 e 20.000 abitanti.

”Questa dispersione delle persone sul territorio vasto – sottolinea la Cisl – porta ad avere una densità abitativa pari a 52 residenti per chilometro quadrato a Potenza e 55 a Matera, collocandole al settimo e decimo posto nella classifica per bassa densità abitativa a fronte di una media italiana di 263 abitanti per kmq. La polverizzazione degli abitati sul territorio ha notevoli ripercussioni sulla geografia del sistema scolastico’
‘. Sulla base delle attuali tendenze demografiche, riportate in uno studio del Ministero dell’Istruzione e del merito sul progressivo tasso di diminuzione della popolazione scolastica, la Basilicata perderà entro i prossimi dieci anni il 20 per cento degli alunni e studenti. Un dato in continuità con il periodo più recente perché, sul piano demografico, ”nel periodo 2014-2022 la Basilicata ha visto ridurre la sua popolazione del 6%, valore più alto nella tendenza rispetto alle altre regioni e secondo solo al Molise che ha perso il 7% dei suoi abitanti”.

Secondo la Cisl, il tema del dimensionamento scolastico va affrontato ”attraverso una nuova logica programmatoria che elabori nuovi criteri di formazione delle classi rivedendo i parametri minimi e massimi per la costituzione delle classi fissati quindici anni fa e una revisione dei criteri di formazione degli organici in direzione di una riorganizzazione sia della rete scolastica che delle metodologie didattiche, del sistema dei trasporti”.

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