Violenza di genere: perché è importante denunciare (anche) sui social

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Ancora una molestia a Milano, ancora in centro e in pieno giorno. La vittima è l’ex ginnasta Carlotta Ferlito, 29 anni, che denuncia il fatto su TikTok: “Mi hanno sputato addosso”. La molestia è avvenuta sabato mattina, in zona Dateo (vicino a Porta Venezia). Ferlito affida a un video di 90 secondi il racconto di quegli attimi, poco precedenti: “Mi hanno fermata questi due soggetti, perché non sono persone. Erano su un motorino, mi hanno detto: ‘Mi dai il tuo contatto Instagram’. Ho risposto, ridendo: ‘Domattina te lo do’”.

Un rifiuto che non è stato accettato, come spesso accade nelle relazioni tossiche. Anche se qui, non c’era alcuna relazione tra i due soggetti e l’ex ginnasta, ma soltanto tossicità. Dopo il rifiuto, spiega Carlotta Ferlito, “si sono fatti più insistenti tanto che uno stava scendendo dalla moto. Gli ho detto di ‘No’, di stare fermo. E quando il semaforo è diventato verde sono ripartiti”.

Evidentemente ripartire senza aver ottenuto quello che volevano e senza dare una ‘lezione’ doveva apparire da ‘sfigati’ per i due individui. “A quel punto uno mi ha sputato contro. – racconta la 29enne – Mi sono protetta la faccia e mi è arrivato lo sputo sulla mano. Sono scioccata”.

Finisce qui? Purtroppo, no: “Non contenti hanno fatto il giro della strada e quel ragazzo mi ha sputato di nuovo. Sono senza parole. Non le ho”. Difficile se non impossibile risalire all’identità dei due, l’unica informazione che Carlotta Ferlito sa dare è che “Non erano italiani perché non parlavano benissimo”.

L’ex ginnasta commenta così l’accaduto: “Questa storia ha dell’incredibile per quanto sia schifosa. Farete fatica a credermi, ma credetemi. Non ho più le facoltà di piangere ma se le avessi mi farei un pianto nervoso. Milano… Bella Milano”.

Un aspetto particolarmente controverso denunciato da Carlotta Ferlito riguarda gli altri, i non molestatori: “La cosa più schifosa aldilà degli sputi – denuncia – è che tutti abbiano visto la scena e che nessuno si sia fermato non dico per pulirmi, ma almeno per chiedermi se fosse tutto ok”.

In neanche 4 mesi del nuovo anno, sono diversi i casi di donne molestate per strada a Milano. Ne riportiamo alcuni. A gennaio due ragazze straniere, di 18 e 27 anni, sono state aggredite all’alba in strada vicino a un locale di viale Fermi a Milano. L’aggressore ha palpeggiato una delle due sotto la gonna. A quel punto l’altra donna ha reagito colpendo il molestatore con la borsa. L’uomo, poi, l’ha spinta a terra ed è scappato, facendo perdere le proprie tracce. Le due ragazze hanno chiamato i soccorsi e dopo l’intervento della polizia sono state portate in ospedale.

Il 15 febbraio, la vittima è stata una ragazza 17 enne residente in provincia di Torino, molestata nella stazione centrale di Milano, una delle zone più controverse del capoluogo lombardo. Era mattina e la ragazza minorenne stava andando a prendere il treno per tornare a casa quando è stata avvicinata da uno sconosciuto sulle scale mobili.

Dopo averle chiesto informazioni su orari e binari, l’uomo l’ha molestata, ma la minorenne, atterrita, è riuscita a scappare e a salire sul treno, prima di raccontare tutto alla propria famiglia e alle forze dell’ordine. La denuncia è avvenuta il 19 febbraio e i Carabinieri milanesi, informati dai colleghi piemontesi, hanno avviato le procedure per l’acquisizione dei filmati delle molte telecamere della Stazione Centrale.

Tra i mesi già conclusi di questo 2024, neanche uno è rimasto privo di molestie, a Milano. A marzo, le denunce sono arrivate anche a mezzo social prima dall’influencer Chiara King, molestata in centro a Milano, e poi da Etta (Maria Antonietta Di Marco), cantautrice del tormentone “Amadeus”.

Quanto accaduto alla giovane artista fa particolarmente scalpore: nel capoluogo meneghino, Etta è stata molestata addirittura due volte nel giro di 24 ore.

A denunciare è stata lei stessa tramite storie Instagram: “Come alcuni di voi sanno sono stata a Milano in questi giorni per motivi lavorativi. E nell’arco di 24 ore sono stata molestata per ben due volte”.

La giovane previene subito i soliti commenti sessisti: “Adesso sicuramente alcune menti mediocri si faranno questa domanda ovvero ‘Chissà come era vestita’. Beh, non voglio dilungarmi a rispondere a questa domanda anche perché una donna può vestirsi come vuole, può uscire anche nuda per strada, e non deve sentire il peso di essere giudicata. Non deve sentirsi in colpa per le molestie che riceve. E soprattutto deve sentirsi libera e al sicuro. Ma comunque io voglio rispondervi: ero vestita così, proprio come sono adesso”, dice postando un’immagine con il suo outfit casual.

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