IL GIORNO DELL’INFAMIA

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5 marzo 2024: la Repubblica Italiana vota a favore di entrare di fatto in guerra contro la Palestina. E lo fa con il massimo dell’ipocrisia possibile, cioè annunciando viceversa un’operazione militare semplicemente difensiva.

E cosa difendono, e dove? Le navi italiane sono forse nel porto di Napoli, o al largo di Venezia? No, sono nel Mar Rosso.

Abbiamo mandato le nostre navi da guerra ad intercettare i razzi che gli Houti sparano contro le navi che trasportano merci, armi e munizioni per Israele. Gli Houti lo hanno detto e ridetto, chiaramente: “non abbiamo preso di mira nessun paese al mondo tranne Israele. Continueremo a prendere di mira le navi israeliane dirette verso di loro fino alla fine dell’aggressione contro Gaza” E noi siamo lì, a difendere quelle navi, a proteggere il traffico d’armi verso Israele.

Ci siamo schierati militarmente a supporto della nazione che sta compiendo un deliberato atto di pulizia etnica contro gli abitanti della città di Gaza. Sì: chiamatela città di Gaza, perché così è più chiaro che l’esercito sionista bombarda da mesi una città. E i nostri politici hanno votato TUTTI a favore di questa complicità in genocidio. Tutti tranne 7, quelli del gruppo di Sinistra Italiana, lo stesso che rimuove l’ennesimo disperato alibi: quello secondo cui le navi che stanno passando porterebbero anche aiuti umanitari per i palestinesi. Gli aiuti sono già fuori Gaza, senza potervi entrare. Da mesi. (video) Avete capito allora quali ordini era andata a raccogliere il giorno prima Giorgia Meloni dal Presidente Biden? Eccola qui, l’emblematica sovranista.

Se non altro è finalmente rappresentativa dell’Italia 2024, che sorride contenta per le attenzioni del padrone, quando questo la manda a fare la sua guerra, con un tenero bacio in testa.

Riccardo Pizzirani

fonte:  luogocomune.net

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