Gildo Claps scrive a Schlein e Conte: “candidare magistrato che indagò sul caso”

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Cinquanta cittadini lucani hanno scritto alla segretaria del Pd Elly Schlein e al presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte per proporre la candidatura a presidente della Regione del magistrato Alberto Iannuzzi, presidente vicario della Corte d’appello di Potenza che in questi giorni va in pensione. Primo firmatario è Gildo Claps, fratello di Elisa, la ragazza uccisa nel 1993 a Potenza, che con tenacia insieme alla famiglia ha fatto tenere sempre aperto il caso. Tra i sottoscrittori anche la responsabile di Libera in Basilicata Marianna Tamburrino e Olimpia Fuina, madre coraggio che chiede la verità per la morte del figlio Luca Orioli.

A parere dei 50 cittadini lucani, da cinque anni la Regione Basilicata è «amministrata da una coalizione di centrodestra, con il risultato di un aggravamento dei tanti problemi che affliggono questa regione” mentre ”in questi mesi le forze politiche del centro-sinistra non sono riuscite a trovare un’intesa né programmatica né sul nome del candidato presidente”.

Quindi la proposta. «Senza nulla togliere ai nomi proposti, riteniamo che la nostra regione abbia bisogno di credere che un futuro sia davvero possibile – dicono – un futuro nel quale non si sia più in balia di interessi predatori, cha vanno dallo sfruttamento del lavoro allo sfruttamento incontrollato delle risorse naturali. Cara segretaria, caro presidente, non servono le belle parole e neanche i bei programmi, serve la credibilità, perché si possa davvero credere che questa regione possa affrancarsi dallo sfruttamento e camminare sulle proprie gambe, confidando sulle proprie risorse, umane e ambientali’».

Serve ”un candidato che sappia farsene interprete e garante. Tra i nomi in discussione – sottolineano – spicca quello di Alberto Iannuzzi, attuale presidente della Corte di Appello di Potenza. Si tratta di un magistrato dalla storia professionale e personale fatta di autonomia, coraggio e libertà. Una persona di grande equilibrio, caratterizzata anche da un impegno civile nel mondo dell’associazionismo. Tutti i lucani sanno che Alberto Iannuzzi, nella sua attività di giudice, è sempre stato indipendente e libero nel valutare i fatti su cui ha fondato le sue decisioni, senza mai lasciarsi condizionare da alcun tipo di vincolo di appartenenza né tanto meno di simpatia politica”.

Per questo i 50 cittadini fanno appello a Schlein e Conte perché ”un nome come quello di Alberto Iannuzzi susciterebbe un’ondata di entusiasmo, una voglia di impegno e di riscatto, il tornare a credere nella politica, in quella politica dal basso e del noi”.

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