Fatti di Pisa. Associazione Nazionale Funzionari di Polizia replica a Magistratura Democratica

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La nostra risposta a Magistratura Democratica Nel premettere che abbiamo piena fiducia nei tre poteri dello Stato, non possiamo che rimanere perplessi sul comunicato di Magistratura Democratica in tema di libertà costituzionale e ordine pubblico sui fatti di Pisa, per cui è opportuno fare alcune considerazioni.

Preliminarmente, sorprende che esso sembra rivendicare una incostituzionale funzione di controllo preventivo sulle competenze dell’Autorità di P.S. in materia di ordine pubblico, attiene ad altro potere dello Stato, e su cui la magistratura svolge una funzione di giudizio ex post qualora si verifichi la necessità di una valutazione delle responsabilità.

Entrando nel merito dell’intervento, stupisce che si esprima una valutazione anticipata rispetto alle inchieste in essere. Essa si è basata solo sulle dichiarazioni ed i filmati diffusi in rete di una parte, senza avvertire la necessità di ascoltare l’altra parte, la polizia. Ricordiamo che nell’art. 17 della Costituzione è scritto chiaramente che “Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità”, ciò per diverse ragioni che sono cruciali per un Paese civile e democratico.

Infatti, il preavviso delle manifestazioni consente alle Autorità di Pubblica Sicurezza di pianificare e coordinare le risorse necessarie per garantire la sicurezza dei partecipanti, dei passanti e dei beni pubblici, essa consente agli stessi manifestanti di esercitare il loro diritto costituzionale della libertà di espressione, riunione e associazione in modo organizzato e sicuro.

Il preavviso permette alle Autorità di adottare misure per mitigare gli eventuali disagi causati dal blocco delle strade. Il preavviso permette, attraverso il dialogo con i promotori e gli organizzatori di condividere la pianificazione sopra indicata e le prescrizioni per lo svolgimento delle manifestazioni. Sindacato Italiano Appartenenti Polizia Conoscere in anticipo le intenzioni dei manifestanti consente alle Autorità di Pubblica Sicurezza di monitorare da vicino la situazione ed intervenire preventivamente per impedire eventuali conflitti o disordini.

Per questi motivi l’art. 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, che è un presidio giuridico posto a garanzia dell’esercizio della libertà di riunione, prevede le sanzioni poste a carico dei contravventori. A Pisa non solo è mancato il preavviso ma i manifestanti che guidavano il corteo non hanno voluto fornire alcuna indicazione su dove fossero diretti ed hanno rifiutato ogni tentativo di mediazione e dialogo da parte del personale della Digos, venendo a contatto con gli agenti in servizio ed infine hanno provato a forzare il cordone di polizia.

Oggi la vicenda è sottoposta a verifiche e valutazioni da parte degli organi competenti, per cui dalla magistratura ci si aspettiamo neutralità e distacco, indispensabili per un’equilibrata, imparziale e serena ricostruzione dei fatti, che non sia basata solo su cronache giornalistiche e dichiarazioni parziali, ai fini di un altrettanto sereno accertamento delle eventuali responsabilità. Tutto ciò, nella consapevolezza dell’estrema difficoltà che caratterizza la gestione dell’ordine pubblico nell’ambito dei centri urbani, ove l’obiettivo è assicurare il contemperamento dei diritti e delle libertà di tutti. Lo ripetiamo, al netto di ogni valutazione delle eventuali responsabilità, che però deve seguire la rigorosa ricostruzione dei fatti, scevra di da condizionamenti emotivi.

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