Uno spettacolo sconclusionato

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La gente dell’Occidente che non si identifica con la classe politica a tutto adusa e che non è inebetita da credenze di varia natura  che le impediscono di pensare con la propria testa, è letteralmente sgomenta di fronte allo spettacolo inverecondo, sconclusionato, sfasato, privo di regole logiche, squilibrato che gli Stati Uniti d’America stanno offrendo al mondo intero in vista delle elezioni presidenziali del 2024. 

Essa è esterefatta dal comportamento di un Presidente “uscente” che non intende “uscire” di scena con inusuale caparbietà, che colleziona gaffes  e inciampi a ripetizione e che è definito affetto da demenza senile da un organo giudiziario del suo Paese.

Ogni persona benpensante  trova imbarazzante che egli  non sa chi sono i suoi interlocutori stranieri a livello internazionale, essendosi la sua memoria fermata ai tempi dei leader di un passato molto remoto, e che, con l’andatura di un dead man walking  si dichiara pronto a capeggiare, “dandogli il passo”, il suo mastodontico esercito in una serie senza fine (neverending) di guerre. 

L’umanità, poi, nella sua generalità, per quanto servile si scopre  riottosa a essere trascinata, di guerra in guerra, in un conflitto mondiale nucleare dagli esiti mortali di entità catastrofica.

Anche l’unica alternativa alle prossime elezioni non promette, come suol dirsi, rose e fiori. 

Donald Trump è un personaggio molto difficile, ostico e poco malleabile per sua costituzione temperamentale e caratteriale, è sommamente indigesto e avversato, senza esclusione di colpi,   dai veri padroni degli Stati Uniti (CIA, FBI, Pentagono, Lobby finanziaria prevalentemente giudaica, Industria delle armi) che potrebbe portare il sistema statunitense a deflagrare. Anche chi ritiene tale ipotesi benefica per gli equilibri mondiali, compromessa dalla prepotenza yankee, non si nasconde il rischio che una Nazione di gang criminali, di sette religiose di varia demenza e  persino sataniche, di nazisti, anche individuali, liberi di scorazzare nelle scuole e maneggiare fucili mitragliatori per compiere stragi di giovani innocenti, non più governata da un Capo in grande prevalenza stimato e seguito, odiato, oltre che da circa una metà degli votanti oltre che  da spioni di lungo corso, da generali, da poliziotti, da industriali e da banchieri con lo stomaco irto di peli, possa mostrare tutta intera, non più coperta dalla propaganda massmediatica,  l’inidoneità del Paese a reggere le sorti dei due terzi dell’umanità  (Asia, Russia, Mondo arabo) che esso ha la pretesa di voler dominare. 

Churchill diceva che gli Stati Uniti d’America sono sempre in grado di trovare la via giusta, dopo essersi avventurati per sentieri o strade senza sbocchi.  Ma da quei suoi tempi  molta acqua è passata sotto i ponti. 

E’ probabile che di fronte allo spettacolo che l’America del Nord sta offrendo al mondo, quello arguto Statista non sarebbe più così ottimista. 

LUIGI MAZZELLA

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