Basilicata: alla Bit presentato accordo con Mercato agroalimentare Milano

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Alla Bit di Milano la Regione Basilicata ha presentato l’accordo sottoscritto a dicembre con il Mercato agroalimentare italiano, il più importante con 160 grossisti, 450 aziende, 2 miliardi di euro all’anno di merci scambiate, 5.000 addetti e 10 milioni di cittadini serviti ogni giorno in tutto il Nord Italia, fino alla Svizzera e alla Baviera.

«Siamo la prima regione in Italia ad aver avviato un progetto di valorizzazione delle produzioni agroalimentari regionali con il Mercato agroalimentare di Milano – ha dichiarato l’assessore alle politiche agricole Alessandro Galella durante un incontro a tema – e ne siamo molto soddisfatti perché, come auspicato, già dà risultati importanti per l’intero meridione di Italia e vede altre regioni del Sud con spiccata tradizione agricola fare richiesta per la sottoscrizione di analoghi accordi, utili ed efficaci in particolare per la promozione dei prodotti con certificazione di indicazione geografica Dop e Igp’. Ammonta a 19 milioni di euro il valore economico della Dop Economy costituito dal paniere lucano di 13 prodotti a marchio legati al comparto cibo e 6 prodotti legati al comparto vino. Sono 728 gli operatori lucani che producono con certificazione di qualità. Per quanto riguarda le filiere, l’84% del valore economico è legato al vino, il 13% ai formaggi, il 2% all’ortofrutta e lo 0,6% al settore olio d’oliva.

‘Grazie alla partnership con un hub nazionale così importante come il Mercato agroalimentare di Milano il posizionamento della Basilicata enogastronomica sul mercato nazionale e internazionale potrà crescere sempre di più – ha aggiunto Galella – infatti il nostro intento è favorire maggiore visibilità e promozione delle eccellenze lucane dell’agricoltura e dei relativi prodotti enogastronomici, oltre che promuovere le forme di turismo enogastronomico, come l’enoturismo e l’oleoturismo e in sinergia con l’Apt, in grado di generare ricchezza anche sugli altri settori con effetto moltiplicatore sull’intera economia regionale’».

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