Come bloccare le telefonate dei Call Center

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Da cosa sono distratti il Governo e il Parlamento italiano, che non riescono ad interrompere l’assillo quotidiano di una decina di telefonate moleste che ogni cittadino, munito di un’utenza telefonica, sistematicamente è costretto a subire dai Call Center, senza possibilità di difendersi da quell’attacco serrato?

L’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea), con l’aiuto dell’agenzia italiana ASI, è capace di ‘sparare’ un flusso immenso di satelliti, che costellano il nostro firmamento non visibile a occhio nudo, eppure il governo si arrende di fronte alla necessità di regolamentare un semplice flusso di chiamate telefoniche!

Basterebbe vietare a quei venditori di presentarsi anonimamente sui nostri cellulari e obbligarli a essere riconoscibili, mostrandosi per quello che sono: Piazzisti.

La norma ci sarebbe. Ma la fanno funzionare?

C’è la possibilità di escludere la propria utenza dall’incessante telemarketing: la si inserisce nel Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO) contattando il numero verde apposito 800 957 766 da fisso oppure 06 42986411 da mobile o inviando l’apposito modulo all’indirizzo iscrizione@registrodelleopposizioni.it, reperibile sul sito: https://registrodelleopposizioni.it/.

Dal novero dei mittenti bloccati, verso il nostro numero, risulteranno esclusi solo quelli dei gestori con i quali intratteniamo un contratto di telefonia o dell’energia.

Questo è un sistema di tipo: ‘Opt-out’ (Out: è la lista di chi non potrà essere un nostro interlocutore) che impone a noi utenti l’obbligo di dichiarare un espresso diniego se non vogliamo ricevere telefonate di telemarketing altrimenti, se non si esprime alcuna volontà, si rimane bersagliati ‘senza sconti’.

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, in audizione alla Camera dichiarò che “lo strumento non ha funzionato appieno e che si deve metterci mano”.

Se si volesse, si potrebbe consentire ai telefonini la possibilità di configurare il rifiuto automatico delle chiamate o anche fruire della semplice segnalazione di appartenenza alla categoria commerciale mediante la trasmissione di un ‘segnalino accessorio’ (Metadato).

I ricevitori telefonici digitali normalmente trattano informazioni tecniche, oltre a quelle essenziali, che sono visibili a noi, chiamate ‘metadati’: dati accessori che accompagnano le informazioni visibili, ma che non appaiono in chiaro e che sono elaborati esclusivamente dai dispositivi.

L’esempio più immediato lo abbiamo dalle fotografie digitali che scorrazzano sul web. Noi ne vediamo l’immagine raffigurata ma, al contorno, esse sono accompagnate dai cosiddetti dati ‘Exif’ che le descrivono con la data di produzione, la provenienza e così via.

Sono dati sensibili a cui si dà poco peso ma che raccontano la storia di quelle immagini.

Come per le fotografie, basterebbe che il gestore telefonico trasmettesse, non visibili ad occhio nudo ma riscontrabili dal telefono, metadati contenenti la provenienza commerciale del numero del mittente.

Sarebbe semplice, per il software del telefono ricevente, fare apparire in automatico sul display la scritta: Telemarketing, al pari di come mostrerebbe il nome di un mittente, memorizzato in rubrica, quando ci chiama.

‘Un solenne rifiuto’, con un nostro gesto fuggitivo ed esasperato sul monitor, e il gioco sarebbe fatto per allontanarci dai numerosi assilli! Eppure, nonostante sia di così facile soluzione, ancora non si riesce a normare l’invio e il riconoscimento di un minuscolo Byte descrittivo!

Irrompono nella nostra Privacy con gli IT ALERT, raggiungendoci pure sull’Himalaya, e non riescono a fermare i venditori molesti che ‘(ir) rompono’…non aggiungo cosa!

In Olanda e nella Repubblica Ceca è in uso il sistema ‘Opt-in(In: è l’elenco delle sole aziende commerciali che hanno avuto la nostra autorizzazione a farci raggiungere). Esso impone agli altri operatori di Telemarketing di non chiamare le utenze che non gli hanno dato il loro esplicito assenso.

La differenza con il nostro Opt-out – più forte con gli utenti deboli e più debole con i più forti interessi commerciali – è che la formula Opt-in non consentirà di ricevere chiamate dal telemarketing in caso di “Silenzio, che vale come rifiuto”, al contrario del nostro “Silenzio-Assenso” al ‘phone-bombing’ selvaggio.

Da noi, ti possono tartassare finché non gli neghi espressamente la possibilità di farlo.

Il commercio va sempre rispettato quando rispetta il cliente, se non lo assilla.

Non è ammissibile che si conceda ai ‘Robocall’ (robottini software) di effettuare un numero di circa ‘cento chiamate al minuto’ ad altrettanti cittadini intenti nelle loro legittime occupazioni.

La tattica predatoria consiste nel catturare ‘al volo’ il primo che risponde, il quale occuperà la linea.

E agli altri che, nel frattempo, sono stati chiamati e hanno malauguratamente risposto un attimo dopo, chiudono brutalmente il telefono in faccia, scornandoli dopo averli disturbati ripetutamente!

Da quando vige questa giungla telefonica, Google si sarà ritrovato ad ascoltare pure le imprecazioni di quei novantanove beffati, rimasti a guardare l’apparecchio che emette un conclusivo suono intermittente.

Anche in quel momento starà origliando nelle nostre case allo scopo di consegnarci come ‘polli da spennare’ al primo venditore che acquista il nostro numero di telefono, come se fosse una merce al mercato.

Chi compra ‘a stock’ i nostri recapiti, è già stato edotto via etere sull’articolo da proporci avendo ricevuto la ‘soffiata’ dall’Echelon che viaggia sul Web.

Quale logica elettorale perversa c’impedisce di avere in Italia dei bravi politici che, nell’interesse degli elettori, propongano una legge meno permissiva dell’attuale per non consentire di abbassare ancora di più la qualità della vita della popolazione?

A loro gliene importa del livello qualitativo della nostra Vita?

Forse, quei politici stanno pensando più a mandare armi micidiali sui teatri di guerra in Ucraina e a Gaza, in spregio all’art.11 della Costituzione, per maggiori interessi sulla qualità della Morte…e sulla qualità della vita di chi procura la morte agli altri, vendendo armi di fabbricazione italiana!

L’Eurispes calcola che ogni anno, in Italia, si producono 629.152 armi, al cui conteggio sfuggono moltissime altre, tra quelle destinate alle guerre oltre confine. Almeno, per ora, le armi italiane esplodono fuori dall’Italia!

Di seguito, si riporta un link ufficiale che contiene solo una lista parziale dei venditori di armamenti: https://www.conarmi.org/soci_lista.jsp

Dall’elenco sono escluse le armi pesanti, che rendono ancora più pesante il bilancio dell’artiglieria in compra-vendita.

‘Finché c’è Guerra c’è Speranza’ è il titolo di una pellicola significativa del 1974, con Alberto Sordi.

Forse, è proprio la Speranza della Guerra che distrae il Parlamento italiano impedendogli di varare leggi per far ‘stare più in Pace’ la gente, non consentendo di farla disturbare al telefono.

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