Le piccole imprese al centro dell’economia

41 Visite

Da alcune parti politiche si auspica un salario minimo nazionale per ogni tipo di lavoro.

 

È evidente che si tratta di una forzatura estrema al concetto di diritto che amplia ulteriormente l’invadenza dello stato nell’economia senza distinguere tra territori con alto costo della vita e altri caratterizzati da mancanza di infrastrutture. Né si distingue tra piccole e grandi imprese (quasi fossero la stessa cosa) e tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi che notoriamente hanno solo doveri (e con il salario minimo se ne aggiunge un altro) e nessun diritto (perché il salario minimo a loro non glielo paga nessuno). Ovviamente questa continua crescita della sfera pubblica a scapito di quella privata produce espulsione della parte debole dell’economia dalla ufficialità: alcuni chiuderanno le loro imprese, altri saranno spinti nella clandestinità a tutto vantaggio delle periferie urbane ed economiche, altri ancora preferiranno indugiare nel letto la mattina finno all’ora di pranzo, altri ancora -più ardimentosi- confluiranno nelle amorevoli braccia della malavita. Fenomeni già visti e subiti senza che nessuno abbia ipotizzato almeno vagamente una risposta.

 

È di tutta evidenza che su questo punto si gioca il futuro sociale ed economico di ogni nazione del mondo: la grande impresa protesa al profitto tende ad automatizzare e quindi ad espellere addetti mentre l’autoimpiego e la piccola impresa può e deve metabolizzare il fenomeno. Sempre che gliene si dia la possibilità.

 

L’occupazione nella piccola impresa oltre ad avere un senso sociale ed economico verso i probabili disoccupati del prossimo futuro (e questo ognuno lo comprende senza bisogno di spiegarlo) ha un senso insostituibile per la grande impresa che è quello di costituire un mercato per i suoi prodotti specie di più modesta qualità realizzati dalle sue catene di montaggio. Non è pensabile una economia nella quale le grandi imprese producano beni e servizi per i propri dipendenti…significherebbe che producono per se stesse senza realizzare profitti! È necessario che da altri settori produttivi vengano quei ricavi aggiuntivi che giustificano e quantificano la crescita dell’impresa stessa. Per grande che sia questa impresa, questa detta è una legge ineludibile e connaturata nella esistenza stessa dell’impresa.

 

Siamo consapevoli della forse eccessiva sottigliezza del ragionamento per la classe politica interamente dedita all’accaparramento dei consensi elettorali ma i Poteri Forti che stanno alle loro spalle devono capire che la loro sopravvivenza dipende dalla esistenza e floridezza dei mercati di sbocco che non possono essere costituiti solo dai loro dipendenti! Mercati di sbocco che devono essere l’insieme delle Pmi e dei loro dipendenti. Quindi lo sforzo della impresa più grande in senso produttivistico ed efficientista -pur ovvio- è un vero suicidio se operi in un deserto economico. Né si può continuare a confidare nell’aiuto delle Istituzioni monetarie o pubbliche in ossequio alla balzana idea del “troppo grandi per fallire” semplicemente perché anche quelle Istituzioni cominciano a vedere il limite al loro potere di ingerenza.

 

La fine di mercati come quelli del nord Africa e di molte parti dell’Asia per via delle guerre che si sono impossessate di quelle Terre è un esempio di cosa accade se le grandi imprese se ne vanno senza che si sia creata una rete di piccole imprese locali in grado di sostituirle: il deserto economico porta alla espulsione di quelle Terre dal modello Occidentale per consegnarle al modello tribale. Con connessi fenomeno migratori che portano in occidente la loro tribalità se quelle persone non vengono inserite ed integrate nel modello occidentale … cosa possibile solo se qui da noi esiste un sistema di Pmi in grado di valorizzare quelle braccia e menti che generosamente ci vengono offerte!! Più evidente di così!!

 

C’è qualcuno cosciente di tutto ciò? Nessuno!!

 

Il futuro è strettissimamente legato alla elaborazione di una nuova concezione del ruolo delle Pmi e alla scoperta della loro insostituibile centralità economica e politica.

 

CANIO TRIONE

News dal Network

Promo