Lavoratori senza diritti

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Una grande impresa ha esigenze inderogabili come quella di controllare ogni parte della sua organizzazione. Questo comporta che la sua vita e crescita non può esserci senza una burocrazia interna che non solo è molto articolata ma anche in continuo divenire. In questo senso la produzione di beni e servizi che sarebbe la ragione apparente della esistenza di quella impresa diviene un elemento secondario rispetto agli imperativi della organizzazione interna. La contabilità è un elemento centrale di questa organizzazione e quindi il bilancio viene effettuato quasi automaticamente e con esso anche le dichiarazioni fiscali.

 

Premesso tutto ciò capiamo che l’attuale legge fiscale è pensata per le grandi imprese e quindi è articolata e complessa ma non è adatta alle piccole imprese per le quali i costi amministrativi sono di gran lunga più elevati delle imposte stesse originando così una ingiustizia intollerabile oltre che incostituzionale.

 

Quindi serve che anche il lavoratore autonomo abbia i suoi diritti tra i quali il primissimo è quello di poter lavorare al riparo da leggi occhiute se non persecutorie ampiamente lesive dei diritti umani e civili più elementari.

 

Il concordato preventivo biennale all’esame delle Camere -e ormai in dirittura di arrivo- è una semplificazione necessaria e dovuta per portare le PMI più vicino ad una condizione di parità con le grandi. Inoltre l’eventuale contenzioso rimane intollerabilmente costoso per le piccole mentre è routine per le grandi. Tutto ciò è santificato da molti studi che quantificano questa differenza di incidenza dei costi amministrativi.

 

Inoltre qualcuno dovrà pure accorgersi che il lavoratore autonomo con o senza alcuni collaboratori è a tutti gli effetti un lavoratore come quelli dipendenti ma è privo di tutele ed è titolare solo di doveri. Chi lo rappresenta e chi ne conosce le specificità? Le associazioni datoriali sono alla mercè delle imprese maggiori che le finanziano. Le Università esistono per sfornare specialisti della grande impresa. Le statistiche ignorano le piccole imprese di cui danno una rappresentazione approssimativa e parziale. I partiti sono concentrati sul marketing elettorale…. Laddove sia lo stato sia la grande impresa ricavano la parte significativa del loro ricavo proprio dalle imprese minori proprio perché queste non trasferiscono le tasse e i costi bancari ed energetici (in genere quelli imposti delle grandi imprese) su altri o sui consumatori.

 

Quindi su di essi è poggiata tutta la baracca; serve capirlo ed agire di conseguenza!

 

CANIO TRIONE

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