Sanità, medici internisti: “scudo penale per stop a liti temerarie che costano 13 milioni di euro”

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«Come medici internisti impegnati nella trincea degli Ospedali per il ricovero in urgenza dei malati più complessi e a dare risposte al 50% dei ricoveri, non possiamo che applaudire la decisione di inserire nel decreto ‘milleproroghe’ uno scudo penale che ponga freno alle cause temerarie. Quelle che da un lato generano uno spreco quantificato in 13 miliardi di euro tra medicina difensiva e costi assicurativi e che dall’altro sono uno dei fattori che spingono quasi il 40% dei medici a lasciare il pubblico e uno su dieci a cambiare mestiere, come documentato da una nostra recente indagine». Così Francesco Dentali, presidente di Fadoi, la Federazione degli internisti ospedalieri, commenta l’emendamento di maggioranza sul quale ha espresso il suo assenso anche il Governo.

«E’ bene ricordare – aggiunge – che oggi il 97% delle cause si conclude con un nulla di fatto, ma questa pressione alimentata ad arte dai professionisti del contenzioso sanitario genera una ulteriore indebita pressione sui medici, già costretti a lavorare in condizioni precarie per carenze di organico e di attrezzature adeguate».

«Lo scudo di un anno – prosegue Dentali – non può però che rappresentare una soluzione transitoria, in attesa di una più organica riforma della normativa sulla colpa medica che affronti almeno tre questioni decisive per la soluzione dei contenziosi: l’obbligo di assicurazione per le aziende sanitarie che ancora nel 50% dei casi si affidano alla autotutela, confidando su accantonamenti di bilancio risultati essere troppe volte insufficienti a fronteggiare le richieste di risarcimento; Il rafforzamento dell’istituto della conciliazione; La previsione di sanzioni anche per chi si avventura in cause temerarie, che ostacolano comunque un sereno esercizio della professione, facendo al contempo lievitare i costi assicurativi».

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