Sud e Pnrr

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Da sempre i leghisti accusano il Sud di chiedere soldi al resto d’Italia e quindi ai nordici. Il Corriere del Mezzogiorno -propaggine mediatica di Confindustria in Calabria (e già per questo non andrebbe né citato, né commentato)- supera questo stereotipo e i soldi li vuole dall’Europa; quindi il Sud in questa nuova fase rimane questuante ma non verso il nord Italia ma verso il resto d’Europa e quindi non divide gli italiani anzi li unisce per prendere di più dal potente attuale. Peraltro l’Europa nella sua filantropia ne ha stanziati tanti di miliardi per il sud perché non accontentarla? Scaltrezza degna del miglior Mazzarino che noi troviamo nel “manifesto per il Sud”!!!

 

Ma sorge la questione: per farne che? I sindaci vogliono fare i parchi e sistemare immobili pubblici dei loro comuni forse -dicono i malvagi ma noi non possiamo dirlo- per rimediare qualche mazzetta o accontentare qualche loro elettore! ma con questo “manifesto per il sud” guidato dal prof Giannola -che il citato giornale calabrese ci presenta- addirittura si punta ad opere ben più grandi come “le grandi opere strategiche: la Tav Salerno-Reggio Calabria, la Tac-Tav Napoli-Bari… l’attivazione delle linee Tirrenica ed Adriatica di autostrade del mare”. In una parola sola: “logistica” anche se sembra abbiano dimenticato l’autostrada che unirà Taranto a Reggio Calabria nonché le opere di potenziamento dei porti sia adriatici, che tirrenici. Quindi il sud è per loro un luogo che, così come ha docilmente consentito di stravolgere il paesaggio e l’agricoltura con impianti energetici, si farà stravolgere per far passare le merci destinate altrove e provenienti da altrove. Quale vantaggio per il Sud? Non è chiaro ancora.

 

Poi c’è la questione dei soldi.

 

Quando si chiedono soldi senza alcun  dubbio c’è qualcuno cui sono destinati e, contemporaneamente, qualcuno che li deve cacciare; nel nostro caso questi soldi saranno incassati dalle imprese che edificheranno queste opere che -manco a dirlo- sono tutte del nord ed europee visto che a Sud c’è solo qualche padroncino di macchine movimento terra il quale dopo aver dimostrato con vari chilogrammi di certificati di non aver nulla a che fare con la malavita locale potrà finalmente lavorare per loro che incasseranno i soldi. A pagare invece saranno le Istituzioni europee le quali -pur dicendosi filantrope- non hanno rinunziato agli interessi che matureranno su quelle somme, né a rivolerle indietro; quindi alla fine a pagare sarà il contribuente italiano sufficientemente disinformato dai media; i quali media propongono questa filantropia europea come una “occasione storica” per il rilancio dell’Italia laddove è certo solo un fatto e cioè che sarà una occasione storica per il rilancio delle imprese che realizzeranno quelle opere…ovviamente settentrionali.

 

Erano d’accordo? Questa filantropia è voluta dalle imprese del nord da sempre allattate dalle balie pubbliche? E i meridionali che perorano questa causa sono coscienti di fare i piazzisti delle imprese del nord? Non lo sappiamo e sinceramente non lo vogliamo né sapere, né lo vogliamo indagare perché non è compito nostro, ma vogliamo sapere quale è il vero interesse del Sud. Quelle infrastrutture sono necessarie? Certamente, anzi, erano necessarie già da molto tempo e cioè da quando il nord ne è stato provvisto lucrando una rendita verso il sud che, si sapeva, non poteva mai più essere colmata, né sarà colmata adesso con questa tardiva resipiscenza. Quindi quelle opere vanno realizzate con i soldi pubblici italiani come con i soldi dei contribuenti italiani (cioè anche con quelli dei meridionali) sono state edificate le infrastrutture del nord; quindi soldi che già ci sono e che non vanno restituiti con gli interessi.

 

Al contrario i soldi del Pnrr vanno restituiti e quindi la loro spendita deve produrre reddito aggiuntivo per pagarne gli interessi e restituirne la sorte capitale e se si deve recuperare il “doppio gap” (che poi è uno solo e si chiama basso reddito pro capite) con infrastrutture pubbliche è necessario che queste producano appunto un reddito aggiuntivo per i cittadini del sud che così potranno pagare più tasse. Un esempio sta nell’energia: essendo certo che le potentissime lobby dell’energia colonizzeranno il mare per replicare anche lì il saccheggio del paesaggio che già hanno realizzato sulla terra ferma, conviene evitare che ognuno di loro piazzi i propri aggeggi dove gli pare secondo il loro giudizio e convenienza; laddove invece si deve individuare un posto ove edificare un’isola galleggiante sulla quale le imprese energetiche potranno locare, pagandolo, un proprio spazio da sfruttare per la produzione di energia verde; stante che il sud deve essere riconosciuto proprietario di tale energia almeno per la metà di quella prodotta al fine di fornirla ai suoi cittadini ed imprese ad un prezzo più basso che non nel resto d’Italia; prezzo che tenga quindi conto dello sfruttamento del sole e del vento che non sono né delle società proprietarie degli impianti, né dello stato italiano, né del governo italiano, né di quello europeo ma dei singoli cittadini ed imprese meridionali. Punto essenziale che nessun partito sosterrà mai!

 

Questo esempio chiarisce come gli interessi del sud siano lontani da quelli delle imprese del nord che hanno occupato le Istituzioni nazionali ed europee e le spingono nella direzione voluta utilizzando i loro media e alcuni piazzisti locali.

 

CANIO TRIONE

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