Diritti dell’uomo, Rotary Puglia e Basilicata: in primavera il libro “Donne della dichiarazione universale dei diritti umani”

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Il prossimo 10 dicembre ricade il 75° anniversario dalla pubblicazione della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo a cui il Rotary ha contribuito con grande spirito di abnegazione portando alti due dei valori fondamentali che da sempre cerca di diffondere: il rispetto per la diversità e la pace. Valori che ancora oggi, come singoli e come associazione, tutti i rotariani pongono al centro del loro operato e fondano le numerosissime azioni di solidarietà che quotidianamente portano avanti.

Da questi principi, e dalla volontà di far conoscere l’operato delle donne nella stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nasce anche la scelta del Distretto 2120 (Puglia e Basilicata) del Rotary International di sostenere la pubblicazione del libro “Donne della dichiarazione universale dei diritti umani” scritto dalla giornalista barese Enrica Simonetti per Manni Editori, in pubblicazione nella prossima primavera.

Perché dunque un libro sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e perché la focalizzazione sulle donne che ad essa hanno partecipato? Lo spiegano Maria Gabriella e Vincenzo Sassanelli (Governatore 2023-24 del Distretto 2120 del Rotary International).

Seppure il cammino che vi ha portato sia stato lungo, anzi diremmo secolare, partendo dal Bill of Rights del 1689, con tappa fondamentale nel 1789, quando, durante la Rivoluzione Francese, venne redatta la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, un importante contributo fu dato ad essa proprio dal Rotary e dai Rotariani.

Nel 1940, i delegati al Congresso Internazionale del Rotary de L’Avana adottarono una dichiarazione, Rotary Amid World Conflict (Il Rotary nel mezzo del conflitto mondiale), che sottolineava che “laddove la libertà, la giustizia, la verità, la santità della parola promessa e il rispetto dei diritti umani non esistono, né il Rotary può vivere, né il suo ideale può prevalere. Questi principi, che sono indispensabili al Rotary, sono vitali per mantenere la pace internazionale, l’ordine e il progresso umano”. Il dibattito su questo tema continuò sulle colonne di “The Rotarian” e si intrecciò con quello sulla pace e sulla costituzione delle Nazioni Unite.

Insomma, quella “specie di società delle nazioni” (come definì il Rotary il Rotariano Alfonso Pujol), con la sua leadership di pensiero ha gettato (nel 1940!), in una sola convention, il seme di tre piante decisive per l’Umanità. La Pace, l’ONU e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Forse questo non è noto, ma oggi, a settantacinque anni da quel 10 dicembre 1948, data della firma della Dichiarazione, abbiamo ritenuto di innescare questa iniziativa editoriale che, partendo da quel che abbiamo compiuto, indichi una nuova e fondamentale frontiera. Il rafforzamento del ruolo sociale di ciascuna donna, nel mondo.

Partendo da quelle donne che hanno lottato per i diritti di tutti, per lottare tutti per i diritti delle donne. Perché costruire una società di intelligenze e sensibilità integrate, avere responsabilità indifferenti al genere, o nei casi più gravi eliminare forme di schiavitù, asservimento e sottomissione è oggi «vitale per mantenere la pace internazionale, l’ordine e il progresso umano».

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