Da Matera a Caserta: centralità del distretto nella medicina di prossimità La potenzialità del territorio nelle reti clinico assistenziali

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Da Matera – con la sua Carta-manifesto per le cure di prossimità presentata nel 2021 – a Caserta 2023: dopo lo spartiacque del Covid ricominciare dalla prevenzione, dal distretto e dalle cure domiciliari per erogare Salute pubblica. Quella più vicina alla quotidianità dei cittadini malati e dei pazienti. Soprattutto gli anziani, i cronici e i più fragili, puntando sulla prossimità dell’assistenza, sui servizi del territorio e sulle sue potenzialità nell’ambito delle reti clinico assistenziali. Cure misurate sui bisogni dei malati e da rendere così efficaci e ben organizzate da riservare all’ospedale solo l’ultimo tratto del percorso di cura, quando le patologie diventano acute. Un modo, anche, per decongestionare corsie e pronti soccorso da tutto quello che si può curare prima, sul territorio, nei distretti delle Asl e a casa del paziente, agendo appunto, sulla leva della prevenzione e delle cure di prossimità. E poi la presentazione di un Position paper sulla gestione dei pazienti oncologici a domicilio e nelle articolazioni delle reti di prossimità, primo documento tecnico presentato in Italia.
 

Sono questi i temi al centro del congresso che si apre oggi a Caserta a partire dalle ore 15 presso il Grand Hotel Vanvitelli sotto l’egida della Fondazione Global Health Ets.

«Tutto il mondo della Sanità è oggi impegnato nella applicazione del DM 77 del 2022 – avverte Antonella Guida direttore del distretto di Marcianise e presidente della Fondazione Global  Health – scaturito dalle necessità di riorganizzare l’assistenza sui territori, nei distretti e a casa del paziente dopo l’emergenza pandemica».

Ma se la dote finanziaria non manca -un investimento di 7 miliardi del Piano nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) che prevede l’apertura di 1.430 Case di comunità, 424 ospedali di comunità e 611 Centrali operative territoriali entro giugno 2026, piano poi rimodulato dal ministero – tutto il mondo della Sanità si interroga su come far funzionare queste nuove strutture progettate senza prevedere la necessaria dotazione di personale.Per sostenere il peso delle cure di una popolazione sempre più anziana l’asse organizzativo riporta dunque sulla centralità del distretto. «Assistiamo a proposte di possibile revisione del modello già legiferato – aggiunge Guida – ed è dunque fondamentale che la comunità scientifica si interroghi su questo percorso, fornendo al contempo spunti di riflessione, proposte e analisi di buone pratiche, esperienze e ipotesi di miglioramento da analizzare. Le cronicità continuano ad essere uno dei temi per la sostenibilità del SSN, il digitale irrompe con le sue potenzialità e c’è l’impellente necessità di riconfigurare menti e percorsi secondo nuove connessioni. Si tratta di dare insomma – conclude Guida –  un nuovo volto alla Medicina di prossimità nell’interesse di tutti gli stakeholders della Sanità, dai Manager agli operatori, dai partner privati alle Agenzie di Programmazione e a quant’altri collaborano a generare valore per la Salute dei cittadini».

Nella sessione di oggi ai saluti del manager delle Asl di Caserta Amedeo Blasotti e di Carlo Manzi presidente dell’Ordine dei medici di Caserta e del messaggio di saluto dei Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità seguirà la lezione magistrale di Maria Triassi presidente della Scuola di medicina della Federico II sui processi di stratificazione della popolazione per la programmazione delle attività sanitarie. Ad accendere i fari sulla centralità del distretto sanitario nel governo della Salute saranno Antonella Guida e Gennaro Volpe, presidente di Card e direttore generale della Asl di Benevento. Toccherà quindi alle professioni sanitarie illustrare il loro ruolo nelle nuove articolazioni degli asset della medicina di prossimità. La parola agli infermieri rappresentate dal presidente dell’Ordine di Napoli Teresa Rea e a Franco Ascolese che guida l’Ordine interprovinciale di Napoli delle 18 professioni tecniche della riabilitazione e prevenzione. Ad approfondire ancora il ruolo dei vaccini nella prevenzione è Rocco Russo pediatra della Asl di Benevento. Spazio anche alla Comunicazione, leva strategica per il cambiamento sui territori con la testimonianza di Giuseppe Petrosino che guida Paradeigma Consulting di Milano, agenzia di formazione e coaching sui team.  
Infine i manager e i medici con Federico Lega professore ordinario di Economia e Management Sanitario all’Università di Milano, Gabriele Peperoni vice presidente nazionale Sumai per la specialistica ambulatoriale Silvestro Scotti segretario nazionale Fimmg per la specialistica ambulatoriale, Pierino Di Silverio segretario nazionale Anaao.

Domani si prosegue con le relazioni diPaolo Calabrò?professore Di Cardiologia Università  Vanvitelli, direttore Cardiologia ospedale di Caserta, di Ferdinando Romano direttore generale Asl Regione Abruzzo, Giuseppe Limongelli direttore del Centro di coordinamento regionale Malattie Rare in Campania, Monica Mazzuccato sua omologa nella Regione Veneto, Maria Galdo, direttore de Gestione clinica del farmaco dell’azienda dei colli, Ilaria Ciancaleoni Bartolidirettore Osservatorio Malattie Rare , Annalisa Scopinaro presidente di Uniamo, Roberto Santacroce, Market access director Gsk per poi concludere domani la due giorni congressuale con la Lezione Magistrale sul governo della Salute dopo il Covid a cura di Francesco Vaia ex direttore dallo Spallanzani e oggi direttore generale della direzione Prevenzione presso il Ministero della Salute.

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