Ex portavoce di Appendino assolto dall’accusa di estorsione

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Pasquaretta è stato assolto dall’accusa di estorsione ai danni di Chiara Appendino il suo ex portavoce. La sentenza è stata pronunciata oggi a Torino.

Stando a quanto si apprende, l’uomo, condannato a un anno e otto mesi di reclusione per un peculato su una consulenza prestata per il Salone del Libro è assolto da altri capi d’accusa. Dopo la fine del suo incarico di portavoce dell’allora sindaca M5S di Torino, nell’estate del 2019 Pasquaretta avrebbe esercitato pressioni indebite per ottenere nuove collaborazioni. Appendino (oggi parlamentare) non si è costituita parte civile e al processo non ha confermato l’interpretazione dei fatti operata dalla pubblica accusa.

Con luisono stati condannati  anche l’ex vice direttore generale del Comune di Torino e l’ex vicepresidente operativo del Salone del libro. Per entrambi la pena è di un anno e 4 mesi di reclusione. In questo caso la procura ipotizzava il peculato sostenendo che Pasquaretta venne retribuito con cinquemila euro in maniera illegittima come consulente per l’edizione 2017 della kermesse libraria.

Da altre vicende sono stati assolti, oltre che l’ex portavoce di Appennino, anche due imprenditori tra cui l’amministratore unico del Consorzio di bonifica della Basilicata. Per lui e per lo stesso il tribunale ha disposto la trasmissione degli atti a quello di Matera per il vaglio di una ipotesi di peculato.

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